(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) variabile di conoscenza sia della malattia che delle forme di prevenzione. In Europa sono presenti aree fortemente endemiche come la Finlandia, l'Austria, la Repubblica Ceca e parzialmente endemiche come l'Italia (in par-ticolare il Triveneto), la Germania e la Svezia.
In linea generale, in tutti i Paesi endemici - di qualunque livello - il 63% degli intervistati conosce la TBE e il 43% degli intervistati sa anche che esiste un vaccino per prevenirla, di questi il 33% dichiara che lui e i suoi familiari sono vaccinati. In realtà tra i Paesi fortemente endemici e quelli parzialmente endemici i dati evidenziano uno scostamento rilevante: nel primo caso, è dell'80% la percentuale di quanti cono-scono la malattia (vs il 59%) e del 70% quella relativa alla conoscenza del vaccino (vs il 37%); il 41% di co-loro che vivono in un contesto familiare informato sulla vaccinazione è vaccinato (vs il 30%).
I dati specifici sull'Italia restituiscono una fotografia molto diversa dalla media europea, anche rispetto a quella dei Paesi parzialmente endemici come il nostro.

Conoscenza della malattia e delle forme di prevenzione:
- 1 intervistato su 3 conosce la TBE, 1 su 2 nel Triveneto, zona fortemente endemica;
- 1/10 è a conoscenza sia della patologia che dell'esistenza di un vaccino per prevenirla;
- Tra quanti hanno consapevolezza sia della malattia sia del vaccino (intervistati e loro nucleo familiare), il 2% conosce e ha effettuato il vaccino, percentuale che sale al 4% nelle zone endemiche del Paese.

Come si cura?
Come nel resto d'Europa, anche in Italia gli intervistati ritengono, erroneamente, che la TBE possa essere trattata con gli antibiotici e che questi siano senz'altro almeno parte del percorso terapeutico.
Tra quanti sono consapevoli della malattia e dei suoi rischi:
- il 6% pensa, correttamente, che non ci sia nessuna cura per la TBE (la percentuale sale tra coloro che si sono vaccinati - leggermente meno di 1/5);
- il 45% non sa quali siano i trattamenti necessari.

Il ruolo del medico e barriere alla vaccinazione
I medici sono l'interlocutore privilegiato per decidere o meno di vaccinarsi:
- 1 persona su 3 di quelle che si sono vaccinate lo hanno deciso dopo aver parlato con il proprio medico;
- Tra gli intervistati non vaccinati, circa il 25% ha dichiarato di non sentirsi a rischio o di non vivere in zone considerate a rischio come motivazione principale;
- Il 15% non si vaccina perché non è solito visitare zone endemiche.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) raccomandano la vaccinazione contro l'encefalite da zecca nelle zone in cui questa malattia è endemica.
È possibile, inoltre, tutelarsi adottando alcuni semplici accorgimenti:
. Indossare indumenti protettivi con maniche lunghe, pantaloni lunghi e stivali sui quali va spruzzato un insetticida appropriato;
. Ispezionare bene il proprio corpo dopo aver effettuato attività all'aria aperta per escludere la presenza di zecche e, nell'eventualità, rimuoverle utilizzando delle pinzette dalla punta sottile;
. Evitare, nelle aree a rischio, anche il consumo di latte e di prodotti del latte non pastorizzato.


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11/04/2019 Andrea Sperelli

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