(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..)
I ricercatori, guidati dalla dott.ssa Cannon, si dicono soddisfatti dei risultati e fiduciosi che la tecnica possa essere applicata anche sull'uomo, anche se sono necessari alcuni anni per trasferirla e per accertarne gli effetti su pazienti umani affetti da Hiv. Simile l'esito di un'altra ricerca, anch'essa statunitense, pubblicata qualche mese fa. Lo studio in questione, ad opera di un gruppo di scienziati dell'UCLA, la celebre università californiana di Los Angeles, ha individuato una cellula di sangue umano che sarebbe in grado, se manipolata in maniera opportuna, di eliminare le cellule colpite dall'Hiv e quindi di evitare lo sviluppo dell'infezione.
La ricerca è stata pubblicata sulla versione on line della rivista Plos One e dimostra, stando alle parole dei responsabili, che “le cellule umane, modificate in questo modo, possono diventare dei vaccini genetici”, parole che suggeriscono uno spettro di applicabilità diversificato, anche se l'interesse principale dei medici californiani rimane la sconfitta dell'Aids.
Il passo successivo sarà verificare che la procedura utilizzata in laboratorio dia gli stessi risultati anche una volta attuata all'interno dell'organismo umano. Il coordinatore della ricerca, il professor Scott G. Kitchen, docente di Ematologia e Oncologia alla scuola di medicina David Geffen e componente dell'Istituto dell'Ucla sull'Aids, ne ha commentato così gli esiti: “Questo studio ha dimostrato la validità del principio teorico secondo cui delle cellule modificate, in particolare le T-cell (linfociti T), possono migliorare il nostro sistema immunitario e possono essere usate per colpire altre cellule, infette dal virus Hiv”. Il medico americano apre anche, come detto in precedenza, alla possibilità di future e ulteriori applicazioni: “queste ricerche mettono le basi per ulteriori sviluppi terapeutici che riguardano la ricostruzione di cellule malate o che reagiscono in modo insufficiente, dal punto di vista immunitario, ai tanti virus che provocano malattie croniche e persino alcuni tipi di tumori”.
Com'è ovvio per ogni studio scientifico, e in particolare quando si parla di Hiv e Aids, le precauzioni sono d'obbligo e soprattutto, nel caso l'intuizione del gruppo di lavoro californiano si rivelasse azzeccata, serviranno comunque molti anni prima che la base della ricerca si trasformi in una vera e propria terapia disponibile per i pazienti.
Come hanno reso noto le Nazioni Unite in occasione della giornata mondiale di lotta all'Aids svoltasi il primo dicembre, sono quasi 60 milioni le persone infettate dall'inizio dell'epidemia nel 1981.

Leggi altre informazioni
05/07/2010 Andrea Sperelli

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante