(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ai loro occhi una serie di immagini, alcune delle quali ritraevano visi arrabbiati, altre afflitti o dall'espressione neutra. I ricercatori hanno scoperto che nella zona del cervello legata all'elaborazione delle emozioni l'attività era meno evidente rispetto a ragazzi privi del disturbo, il che potrebbe spiegare la ragione per cui alcuni adolescenti non mostrano empatia e solidarietà riguardo le emozioni degli altri.
Il coordinatore dello studio, Ian Goodyer, ha dichiarato: “questo lavoro apre nuovi orizzonti nella nostra comprensione della neurobiologia di uno dei problemi di salute mentale più diffusi e complicati nella nostra società”.
Qualche mese fa, una ricerca apparsa sul British Journal of Psychiatry e resa nota dall'Osservatorio FederSalus aveva sottolineato la funzione positiva svolta dagli omega-3 proprio nella prevenzione dei comportamenti aggressivi. Si tratta di uno studio del National Institute on alcohol abuse and alcoholism di Bethesda, negli Stati Uniti, condotto dal dott. Joseph Hibbeln. Il medico afferma che una quantità adeguata di omega 3 nelle prime fasi dello sviluppo e nell'età adulta aiuterebbe a prevenire atteggiamenti asociali. Infatti la mancanza di EPA e di Omega–3 durante la gestazione e nei primi anni di vita possono provocare una riduzione nei livelli di serotonina del cervello nei momenti più importanti della formazione e dello sviluppo neurologico, causando un funzionamento inadeguato del sistema limbico e del cortex frontale del cervello. Questo tipo di problema si evidenzia nei carcerati e negli alcolisti, ma anche in molti bambini e adolescenti violenti.
Durante lo studio sono stati messi a confronto due gruppi di 200 giovani reclusi: uno ha ricevuto una quantità di vitamine, minerali e acidi grassi, tra cui anche gli omega-3; all'altro gruppo invece è stato somministrato un placebo. Dopo cinque mesi si è riscontrata una minore probabilità di comportamenti asociali nel primo gruppo. Gli integratori alimentari contenenti vitamine, minerali, omega-3 e omega-6 grassi sono stati associati a una riduzione del 34 per cento degli episodi di violenza, secondo i risultati di uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, con oltre 200 detenuti giovani adulti.
Ma questo non è l'unico studio effettuato. Ne conferma gli esiti una ricerca condotta dal Ministero della Giustizia dei Paesi Bassi diretta dal dott. Ap Zaalberg e pubblicata sulla rivista European Journal on Criminal Policy and Research. In altre ricerche, inoltre, fatte in scuole primarie o licei, si è evidenziato che i ragazzi con diete ricche di zuccheri erano i più disobbedienti, aggressivi e depressi. Il tipo di alimentazione occidentale moderno è carente di nutrienti essenziali per il nostro organismo, e come risultato portano tanto problemi fisici quanto psicologici. Nel caso di bambini o adulti con problemi di depressione, violenza e/o aggressività, oltre all’appoggio psicologico è importante l’appoggio nutrizionale, il cambio di alimentazione, l’assunzione di vitamine e minerali come lo zinco e quella di omega–3, con il fine di migliorare i sintomi, sempre sotto lo stretto controllo di uno specialista in nutrizione e alimentazione.

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07/07/2010 Andrea Piccoli

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