(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) della Purdue University.
Il nuovo studio, che sostanzia la decisione della U.S. National Osteoporosis Foundation (NOF) di includere le prugne secche nella lista degli alimenti che fanno bene alla salute delle ossa, è stato condotto negli Stati Uniti e commissionato dal California Prune Board (il consorzio dei produttori di prugne della California) come parte del suo impegno a lungo termine nella ricerca nutrizionale, che ha già portato all’approvazione di un claim salutistico nell’Unione Europea, che riconosce le prugne come l’unico frutto secco intero ad avere un effetto benefico per la salute dell’apparato digerente, se il loro consumo quotidiano è pari a circa 100 grammi.

I nuovi studi

1) Le prugne secche contribuiscono all’aumento della massa ossea sia nei topi maschi giovani che in quelli anziani. Bernard Halloran, ricercatore e professore di Medicina presso l’Università della California, San Francisco, ha presentato un nuovo studio all’ISNAO. Basandosi sulla precedente ricerca, che ha dimostrato come le prugne secche siano in grado di contrastare la perdita ossea nei topi anziani, Halloran ha cercato di capire come le prugne potessero davvero favorire il raggiungimento del picco di massa ossea durante la crescita. Halloran ha scoperto che includere prugne secche nella dieta può contribuire all’aumento del volume osseo sia nei topi giovani, che ancora devono crescere, che in quelli adulti.
“Questa straordinaria scoperta suggerisce che le prugne della California possano migliorare la salute delle ossa fin dalla giovane età”, ha commentato Halloran.
Precedenti studi dimostrano come le prugne secche possano contribuire a migliorare la densità minerale ossea, riducendo i marcatori di infiammazione che aumentano la velocità con cui le cellule ossee riassorbono o si riprendono dalle fratture ossee.
Halloran ha aggiunto che la sua ricerca è particolarmente interessante al momento in quanto l’osteoporosi legata all'età è un serio problema di salute pubblica sia per gli uomini che per le donne. Nonostante i significativi progressi della medicina per il trattamento dell'osteoporosi, l’accettazione della malattia da parte del paziente, gli effetti collaterali, i costi e l'efficacia a lungo termine sono rimasti gli stessi. Le prugne secche sono quindi uno spuntino pratico ed economico e un ingrediente culinario per cui vale la pena di compiere altri studi.

2. Una porzione al giorno di prugne rallenta la perdita ossea nelle donne in post-menopausa. Precedenti studi hanno scoperto che mangiare 100 grammi di prugne secche al giorno (due porzioni -circa 8-12 prugne secche) per un anno è in grado di favorire l’aumento della densità minerale ossea (BMD) e di migliorare gli indici di turnover osseo nelle donne in post-menopausa. Durante le sessioni sia all’ISNAO che all’Experimental Biology Conference di Boston negli Stati Uniti, Shirin Hooshmand, ricercatore e professore associato del Dipartimento di Science Motorie e Scienze Alimentari della San Diego State University, ha presentato una nuova ricerca che ha comparativamente esaminato l'efficacia di una più piccola dose di 50 grammi di prugne secche (una porzione, circa 5-6 prugne secche) sulle donne più anziane e affette da osteoporosi da più di 6 mesi. I risultati hanno evidenziato che una porzione di prugne secche può essere davvero utile per la salute delle ossa, rallentando la perdita ossea.
“Si tratta di una scoperta incredibile”, ha affermato Hooshmand, “che dimostra come le prugne, un frutto secco gustoso che costituisce anche un comodo spuntino, possano essere d’aiuto alla salute delle ossa”.
L’osteoporosi sta diventando un problema di salute sempre più serio. Secondo l’International Osteoporosis Foundation (IOF), una donna su tre e almeno un uomo su cinque riporterà una frattura nel corso della sua vita a causa dell’osteoporosi. Attualmente si stima che 22 milioni di donne e 5,5 milioni di uomini soffrano di osteoporosi nell'Unione Europea, che causa 3,5 milioni di fratture all’anno.
Solo in Italia, si stima che il costo dell’osteoporosi diventerà di € 8.644 milioni entro il 2025 (con un incremento del 23% rispetto al 2010, quando il suo costo era pari a € 7.032 milioni).
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18/06/2015 Arturo Bandini

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