(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) A.DI.PSO. – «il disagio sociale porta come conseguenza la diminuzione dell’autostima e quindi la persona con psoriasi diventa più vulnerabile emotivamente e più soggetta ad ansia, depressione e stress».
La scarsa informazione aggrava la condizione dei pazienti, spesso emarginati per la credenza, errata ma diffusa, che la loro patologia sia contagiosa. Inoltre i pazienti, specie quelli affetti dalle forme lievi-moderate, tendono a non riconoscere la patologia o la sottovalutano, non curandola o trattandola con farmaci non adeguati o prodotti non indicati, come le creme cosmetiche. «Le forme più lievi di questa patologia» – sottolinea Gianfranco Altomare, Professore ordinario di Dermatologia all'Università di Milano e Responsabile della Dermatologia dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – «portano il paziente a non rivolgersi al dermatologo e a non valutare con la dovuta cautela il problema, senza considerare, invece, che la malattia può dare origine a serie comorbilità, come il diabete. Anche una psoriasi lieve o moderata può celare una patologia articolare o problemi a livello metabolico».
Per favorire l’awareness sulla psoriasi, A.DI.PSO., con il supporto di LEO Pharma, promuove una campagna di sensibilizzazione: due video, accessibili da oggi attraverso il sito www.momentinfo.net, combattono gli stereotipi sulla psoriasi raccontando come un paziente oggi possa affrontare tutte le condizioni della vita quotidiana, come fare un bagno in piscina o andare dal barbiere. A seguire una serie di incontri di informazione aperti al pubblico dei quali verrà pubblicato il calendario sul sito di campagna.
È stato inoltre redatto un decalogo per gestire la patologia nella bella stagione, quando scoprirsi non solo è necessario, ma dovrebbe essere anche piacevole. Alle persone con psoriasi si consiglia, ad esempio, di preferire abiti larghi, leggeri e in fibre naturali, in modo che la pelle sia sempre asciutta, ed evitare di indossare costumi prodotti con materiali e coloranti non testati.
La psoriasi, malattia della pelle di origine genetica, ad andamento cronico e recidivante, colpisce il 3-4% della popolazione adulta e si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, che possono interessare tutte le parti del corpo.
Punto di svolta nella possibilità di una vita normale per i pazienti con psoriasi lieve-moderata sono i trattamenti topici come calcipotriolo, un derivato della vitamina D che, associato o meno a betametasone, e in formulazione gel si è dimostrato più efficace, rapido e meglio tollerato rispetto alle terapie convenzionali, con il vantaggio di una sola applicazione quotidiana ed un rapido assorbimento.
«Il calcipotriolo si è rivelato in grado di mantenere i risultati a lungo termine, nell’arco di un anno, e con un buon profilo di sicurezza» – afferma Sergio Chimenti, Professore ordinario di Dermatologia e Venereologia al Policlinico Tor Vergata di Roma – «in combinazione con betametasone, nell’arco di quattro settimane permette di ottenere una riduzione di circa il 75% dell'estensione delle lesioni cutanee e nella formulazione in gel, di facile somministrazione e da usare una sola volta al giorno, favorisce il paziente nel raggiungimento di una maggiore efficacia terapeutica».
Gli altri trattamenti topici comunemente utilizzati offrono invece ai pazienti solo un controllo a breve termine del problema e possono implicare la necessità di cospargersi il corpo, per tutta la notte o più volte al giorno, con prodotti dall’odore sgradevole, come il catrame, o che macchiano la pelle e i vestiti.
La mancanza di efficacia a lungo termine dei trattamenti tradizionali, unita alla loro scarsa maneggevolezza, scoraggia i pazienti e ostacola la loro adesione alla terapia: si stima che una quota compresa tra il 39 e il 73% dei pazienti con psoriasi lieve-moderata non utilizzi le medicazioni prescritte per via del tempo necessario per applicarle e per la natura sgradevole dei prodotti.
In questo modo si instaura un circolo vizioso che peggiora notevolmente la Qualità di Vita aggravando il senso di isolamento e l’impatto psicologico complessivo della malattia. «Lo sguardo percepito su di sé è condizionante e porta a nascondersi e isolarsi, a evitare tutte quelle situazioni che comportano uno stare in mezzo agli altri e che implicano un contatto fisico» afferma lo psicologo e psicoterapeuta Raffaele Villani. «Frequenti sono i casi in cui ad alcune persone con psoriasi è stato proibito di usare il camerino di un negozio. Anche la frequentazione delle piscine è un problema rilevante per questo tipo di pazienti, che spesso si ritrovano a scrutare gli eventuali sguardi degli altri, creandosi ulteriori preoccupazioni e ansie e vanificando dunque il piacere di fare qualcosa per sé, come un’ora di attività fisica».
LEO Pharma ha fatto della compliance del paziente un suo obiettivo primario: come afferma Giuseppe Michele Blasco, Direttore Medico dell’azienda danese, «LEO Pharma è un’azienda il cui costante impegno nella ricerca clinica, soprattutto in ambito dermatologico, l’ha resa negli anni leader in questo settore. È fondamentale garantire il benessere del paziente con farmaci efficaci e sicuri, ma anche con veicoli in grado di aumentare la compliance del paziente: da questo punto di vista la formulazione in un unico prodotto di un derivato della Vitamina D e di uno steroide rappresenta il punto di forza nella nostra strategia contro la psoriasi e un’importante innovazione nel panorama della terapia topica della psoriasi lieve-moderata».
L’informazione e il supporto psicologico, insieme alla disponibilità di terapie efficaci e pratici come il gel sono risorse fondamentali per aiutare i pazienti ad affrontare la loro condizione. Tra le iniziative promosse da A.DI.PSO. vi sono corsi di Auto-Aiuto per i pazienti organizzati da psicologi locali, e incontri tra medici e pazienti nel corso dei quali i pazienti rivolgono al medico i loro dubbi, incertezze e preoccupazioni sulle scelte terapeutiche da attuare, migliorando la conoscenza della malattia e il livello di collaborazione con i medici.


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18/04/2012 articolo di redazione

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