(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) almeno un effetto positivo, ovvero ridurre il rischio di sviluppare un cancro dell'endometrio. Fra le donne che partoriscono superati i 30 anni, infatti, l'incidenza del tumore all'endometrio decresce in maniera proporzionale all'aumento dell'età.
Lo studio in questione è in realtà una meta-analisi che prende in considerazione i dati forniti da 17 ricerche precedenti per un totale di oltre 8000 casi di tumore all'endometrio e di oltre 16 mila soggetti di controllo sani. Secondo i dati, il rischio comincia a diminuire dopo i 30 anni con un ritmo pari al 13 per cento ogni 5 anni. Fra i 30 e i 34 anni, le donne mostrano un rischio inferiore del 17 per cento rispetto a quelle che partoriscono prima dei 25, mentre fra i 35 e i 39 il rischio diminuisce ancora fino a toccare il 32 per cento. Dopo i 40 anni, l'effetto protettivo si stabilizza addirittura al 44 per cento.
Sulle pagine della rivista americana di epidemiologia, i ricercatori commentano: “abbiamo scoperto che la protezione continua per molti anni, e rimane anche superati i 70. La diminuzione del rischio è comune a entrambi i tipi di tumore, quello dovuto all'esposizione agli estrogeni, più comune, e quello più raro e aggressivo indipendente dagli ormoni".
Il tumore dell’endometrio colpisce circa 7700 donne ogni anno, soprattutto in menopausa, ma in un quinto dei casi ad esserne affette sono anche donne più giovani. Il presidente Aiom Stefano Cascinu spiega: “Fortunatamente nella stragrande maggioranza dei casi riconoscere precocemente la presenza del carcinoma dell’endometrio è possibile e semplice: dà luogo a perdite ematiche che, soprattutto in menopausa, devono sempre mettere in allarme. In questi casi è bene fare una visita dal ginecologo che può procedere con ulteriori analisi per capire di cosa si tratta”. I segnali indotti dall’insorgenza della neoplasia sono abbastanza chiari, ovvero sanguinamento vaginale, che tuttavia rischia di essere sottostimato e scambiato come fenomeno fisiologico legato alla presenza della menopausa o come espressione di patologie benigne come i polipi o l’iperplasia. Per questo, è sempre meglio sciogliere ogni possibile dubbio attraverso una semplice ecografia transvaginale per valutare al meglio lo spessore endometriale e un’isteroscopia per indagare la condizione della cavità endometriale. “Grazie alla diagnosi precoce – spiega Sandro Pignata, presidente della Conferenza Nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in corso a Mestre, – in oltre il 70 per cento dei casi la neoplasia viene scoperta quando è ancora in fase iniziale e basta il solo intervento chirurgico (isterectomia totale e annessiectomia bilaterale, ovvero asportazione di utero e ovaie) per garantire alle pazienti la guarigione”. In alcuni casi, tuttavia, è necessario il ricorso a terapie farmacologiche o alla radioterapia per completare la cura ed evitare le recidive. “in questi casi servono linee guida condivise su come procedere, servono più studi scientifici e nuovi farmaci, mentre le ricerche procedono un po’ a rilento - precisa Pignata, direttore della Struttura di Oncologia Medica Uro-Ginecologica all’Istituto Tumori Pascale di Napoli -. Ma in Italia sta partendo una sperimentazione con farmaci antiangiogenetici rivolta alle pazienti con tumore in stadio avanzato”. “Il tumore colpisce soprattutto chi è obesa o in sovrappeso ed è purtroppo frequente che le donne in menopausa mettano su dei chili di troppo – ricorda Cascinu, responsabile dell’Oncologia medica all’Azienda ospedaliera universitaria di Ancona -. Ecco perché è ancor più importante cercare di controllare il proprio peso e prestare particolare attenzione in chi è esposto agli altri fattori di rischio noti per questa malattia: menarca precoce e menopausa tardiva (che causano un aumento di esposizione agli estrogeni), infertilità, diabete mellito, alterazioni genetiche (per chi ha altri casi di tumori dell’endometrio o del colon nelle donne della famiglia), terapia con tamoxifene (farmaco antitumorale utilizzato nella terapia del carcinoma mammario”.
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23/12/2014 Andrea Piccoli

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