(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) al Washington Post -. Sono molti i finti avvertimenti diffusi tra i ragazzi che praticano il nuoto. Il nostro lavoro è stato quello di scavare in questi miti".
Per i miti estivi le spiegazioni sono molto semplici. Ingoiare i semi dei cocomeri non causerà alcun problema al nostro organismo: “il nostro organismo invece di digerirli li ignora, ovvero i semini passano attraverso l'intestino senza nessun danno – spiegano i ricercatori. Se qualcuno dovesse masticare e mangiare ogni seme l'unico pericolo sarebbe esagerare con grassi e calorie. Infatti i semi dell'anguria sono mangiati in molte parti del mondo, come la Nigeria e la Cina".
Per quanto riguarda le meduse, l'idea di farsi la pipì addosso non è certo delle migliori: “questo perché a causarle sono i tentacoli dell'animale – precisano i ricercatori - che possono spingere milioni di cellule urticanti (nematocisti) a perforare la pelle e iniettare veleno. La prima linea di trattamento per tutte le specie di meduse è uscire dall'acqua e utilizzare sulla ferita un composto acido come l'aceto per disattivare le nematocisti e raschiarle via. L'urina ha un Ph diverso da quello dell'aceto e, come l'acqua, può agevolare le nematocisti a gonfiarsi e rilasciare più veleno".
Infine non fare il bagno dopo aver mangiato perché si può bloccare la digestione e si finisca per annegare.
Per i pediatri americani la cosa peggiore che può accadere è che ci si senta a disagio o si avverta un lieve crampo, ma non si annega. Per loro non ci sono casi documentati di annegamento attribuiti a un tuffo dopo il pasto. Invece è falso, ci sono decine e decine di casi riportate di persone annegate per essersi buttate in acqua appena mangiato. Basta fare una semplice ricerca su internet.
Il nocciolo della questione è la temperatura. Anzi, per la precisione, è la sua rapida variazione all’interno del nostro corpo che rischia di farci perdere coscienza. Tale repentino cambiamento è causato dalla differenza di temperatura tra la superficie cutanea e quella dell’acqua dove ci immergiamo.
Pertanto la prima regola per non rischiare l’idrocuzione (questo è il termine esatto per l’evento appena descritto) è quella di bagnarsi lentamente, abituando in maniera progressiva il nostro corpo alla temperatura dell’ambiente circostante. Questo evento può verificarsi non solo dopo un pasto, ma anche se per esempio ci si butta molto accaldati da un barca di colpo in acqua. Dopo i pasti e l'esposizione al sole i vasi sanguigni sono dilatati e tuffarsi nell'acqua fredda determina un loro restringimento e una conseguente congestione, ossia accumulo di sangue in alcune zone del corpo, che può anche essere mortale. Per questo bisogna attendere almeno 2-3 ore dopo i pasti principali e 1-2 ore dopo la colazione. Per non fare la fine di Jonathan che ha lasciato moglie e 2 figli: lui e gli amici hanno mangiato ancora qualcosa e hanno deciso di tuffarsi pensando di avere ormai digerito. Il giovane sudamericano si è buttato nelle acque fredde dell’Orba, profonde in quel punto anche tre metri. Ma gli amici non lo hanno visto riemergere.

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26/06/2012 Andrea Piccoli e Riccardo Antinori

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