(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) degli eventi avversi nei pazienti con Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn che hanno ricevuto vedolizumab rispetto a una terapia con anti-TNF ed è stata presentata in una sessione orale nel corso dell’incontro scientifico annuale Digestive Disease Week (DDW) 2018 in svolgimento a Washington dal 2 al 5 giugno.
Le analisi rilevano che i pazienti con colite ulcerosa trattati con vedolizumab, rispetto al gruppo in terapia con antagonisti del TNFα, presentavano tassi cumulativi a 12 mesi più elevati, in misura statisticamente significativa, di guarigione della mucosa (50% vs 43%) e remissione clinica (54% vs 37%) e tassi di remissione clinica senza trattamento steroideo numericamente più alti (49% vs 38%).
Nella malattia di Crohn, i risultati hanno mostrato tassi cumulativi a 12 mesi più elevati, in misura statisticamente significativa, di guarigione della mucosa (50% vs 41%) e tassi numericamente più alti di remissione clinica (38% vs 34%) e di remissione clinica senza trattamento steroideo (26% vs 18%), rispetto al gruppo trattato con antagonisti del TNFα.
Queste analisi sono state realizzate dal VICTORY (Vedolizumab Health OuTComes in InflammatORY Bowel Diseases) Consortium.
Inoltre, nuovi dati clinici presentati al Congresso ECCO dello studio VERSIFY in fase 3b, prospettico, multicentrico, open-label, che valutano l’efficacia di vedolizumab sulla guarigione completa della mucosa (assenza di ulcere), la remissione endoscopica e la risposta endoscopica, forniscono ulteriori elementi riguardo alla guarigione della mucosa nella malattia di Crohn. I risultati a 26 settimane mostrano che vedolizumab nella popolazione totale di pazienti con malattia di Crohn ha indotto completa guarigione della mucosa nel 15% dei casi, una remissione endoscopica nel 12% e una risposta endoscopica nel 25%, e in particolare nei pazienti anti-TNFα-naïve la guarigione completa della mucosa è avvenuta nel 24%, la remissione endoscopica nel 20% e la risposta endoscopica nel 28%. Il trial ha incluso 101 pazienti con malattia di Crohn attiva da moderata a severa che avevano in precedenza fallito il trattamento con corticosteroidi, immunomodulatori e/o almeno una terapia con antagonisti del TNFα.
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04/06/2018 Arturo Bandini

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