(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) secondo le direttive dell'Oms, ma non sarà così. Il morbillo ha colpito 4224 persone nell'ultimo anno in Europa e la causa è una copertura vaccinale non adeguata.
In ogni caso, secondo il rapporto dell'Ecdc, il centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, si è manifestata una diminuzione dei casi negli ultimi anni. Il paese in cui l'incidenza è maggiore è la Germania, dove i movimenti antivaccinali sono molto influenti. Non a caso, il 58,2 per cento dei casi si è verificato in terra tedesca.
In Italia nel mese di giugno si sono registrati 17 casi di morbillo e 7 di rosolia, per un totale rispettivamente di 123 e 25 casi nell'ultimo anno.
Susanna Esposito, presidente della Commissione dell'Oms per l'eliminazione del morbillo e della rosolia, commenta: «In Italia è fortemente raccomandato il vaccino ed è anche gratuito, con la prima dose da somministrare ai bambini tra i 12 e i 15 mesi». Purtroppo sempre meno famiglie lo fanno, e per fermare la diffusione del virus è necessaria una copertura di almeno il 95 per cento della popolazione, a fronte dell'80 per cento attuale.
Nella gran parte dei casi di infezione – l'87 per cento – si tratta di persone non vaccinate. In 8 casi l'infezione si è trasformata in encefalite acuta e per 3 malati non c'è stato nulla da fare.
«Il numero di casi osservati nel 2013 rimane basso, rispetto alle epidemie del 2010 e 2011», si legge nel bollettino. Di recente, peraltro, sono scoppiate epidemie di morbillo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. In una contea del Galles meridionale, a Swansea, sono stati registrati circa 1000 casi con il 25% di ricoveri e un caso di morte sospetta. Le autorità, preoccupate per la vicinanza con Londra, hanno adottato una campagna di vaccinazione senza precedenti, un milione di dosi indirizzate agli adolescenti tra i 10 ed i 16 anni non immunizzati vaccinati dallo scorso settembre. È questa infatti la fascia di età su cui ha pesato l’assenteismo della vaccinazione a seguito del controverso collegamento tra il vaccino e casi di autismo risalente al 1994.
La malattia esantematica è altamente contagiosa e si trasmette per via aerea, tramite secrezioni nasali e faringee; il contagio non è invece possibile tramite contatto con oggetti o cose toccate dal malato.
Il periodo di incubazione va dai 7 ai 10 giorni, ma ne possono passare anche 14 e proprio in questa fase si possono avere vaghi segni di malessere, inappetenza, cefalea, disturbi gastroenterici. Solitamente il morbillo ha una durata compresa fra i 7 e i 12 giorni, trascorsi i quali la malattia può considerarsi terminata.
Il morbillo è caratterizzato da una forte febbre ed eruzioni cutanee: nelle forme più acute possono presentarsi otite, broncopolmonite e polmonite, laringite, cheratite e diarrea. Più raramente si rileva l’insorgenza di encefalite (1 caso ogni 1000), che può lasciare danni permanenti al malato (all'incirca ciò avviene nella metà dei casi).
Sul perché i vaccini riscuotano così poca fiducia negli ultimi anni risponde Massimo Andreoni, professore di Malattie infettive all'Università Tor Vergata e presidente della Società italiana di malattie infettive: “le nuove generazioni non conoscono i disastri che la polio ha prodotto fino agli anni '60, e lo stesso può dirsi di molte altre malattie, morbillo incluso. Tra morbillo e autismo, oggi è più il secondo a spaventare i genitori. Quasi nessuno infatti ricorda i danni del primo. Questo spiega come mai anche un grande paese come gli Stati Uniti abbia perso il controllo della situazione".
In sostanza, paradossalmente è l'efficacia dei vaccini a costituire il problema delle campagne vaccinali odierne. Aver cancellato dagli occhi e dalla mente le terribili immagini degli effetti prodotti dalle tante malattie debellate ha aiutato a formare nelle persone una sensazione crescente di inutilità della profilassi, nella convinzione errata che mai più quelle patologie potessero ritornare. A ciò va aggiunta la disinformazione sul possibile nesso fra vaccini e autismo, teoria sostenuta alla fine degli anni Novanta da Andrew Wakefield. Il medico fu radiato dall'albo perché i dati presentati erano stati manipolati allo scopo di dimostrare una correlazione inesistente.
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24/04/2017 Andrea Sperelli

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