(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) l’80% dei pazienti trattati con interferone beta-1a e selezionati per interrompere questo trattamento, sono entrati nello studio di estensione, e hanno iniziato la terapia con alemtuzumab (CARE-MS I, n=139; CARE-MS II, n=143). Hanno ricevuto il primo ciclo di alemtuzumab subito dopo essere stati coinvolti nello studio di estensione, e il secondo ciclo, a distanza di 12 mesi.
L'incidenza annuale dei principali eventi avversi, comprese le infezioni, si è ridotta o è rimasta invariata, nel corso del quinto anno, rispetto al livello del primo. L’incidenza di sintomi tiroidei avversi ha raggiunto un picco durante il terzo anno ed è successivamente diminuita.
"I dati dello studio di estensione presentati al congresso ECTRIMS dimostrano una riduzione dell’attività di malattia nella maggior parte dei pazienti dopo il passaggio da IFNB-1a ad alemtuzumab", ha commentato Aaron L. Boster, Chief Medical Systems, Neuroimmunology presso l’OhioHealth di Columbus, Ohio. “I miglioramenti in termini di ricadute, disabilità, atrofia cerebrale e attività delle lesioni misurata dalla risonanza magnetica, sono stati mantenuti nei cinque anni, nonostante circa i due terzi dei pazienti non abbiano ricevuto alcun trattamento aggiuntivo dopo i primi due cicli di alemtuzumab”.

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02/11/2017 Andrea Sperelli

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