(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) codeina per il trattamento della tosse è ancora dubbia. «La mancanza di efficacia, il rischio di intossicazione acuta e la possibile comparsa di dipendenza, suggeriscono che l'uso di preparati da banco a base di codeina è ingiustificato», conclude Moylett.
Il Gruppo di coordinamento per le procedure di mutuo riconoscimento e decentrate per i medicinali a uso umano (CMDh) ha formulato una controindicazione chiara per i bambini sotto i 12 anni.
I genitori che avessero già acquistato il farmaco dovrebbero interromperne l'utilizzo nel caso insorgessero effetti collaterali come confusione, rallentamento del ritmo respiratorio, nausea, sonnolenza e vomito.
La nuova misura stabilisce anche che l'uso non è raccomandato negli adolescenti fra i 12 e i 18 anni con problemi respiratori, nei soggetti definiti metabolizzatori ultra-rapidi di tutte le età per l'imprevedibilità dell'effetto dell'oppioide, nelle donne che allattano al seno perché c'è rischio che il farmaco passi nel latte materno.
Un team di ricercatori ha pubblicato sull'American Journal of Neuroradiology un'analisi sugli effetti dei farmaci contenenti codeina, chiedendo a 30 consumatori cronici e a 30 soggetti di controllo di sottoporsi a un esame di imaging cerebrale con un tensore di diffusione, un tipo di risonanza magnetica che consente di ottenere immagini tridimensionali.
Dai risultati è emersa nel cervello dei consumatori abituali la presenza di un deficit di sostanza bianca, un fattore che si associa a un comportamento più impulsivo e aggressivo da parte dei soggetti.
L'abuso di sciroppi alla codeina ha causato alterazioni in diverse aree del cervello, fra cui il fascicolo fronte-occipitale e il fascicolo inferiore, modificazioni riscontrabili anche nelle dipendenze da alcol, eroina e internet.
La pericolosità della codeina era già nota, tanto che l'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, ha disposto il divieto di utilizzo di farmaci che contengono la sostanza per i bambini fino a 12 anni.
La codeina ha un effetto analgesico che viene sfruttato soprattutto nei casi in cui il bambino ha subito un intervento chirurgico per la rimozione di tonsille o adenoidi. Ma è proprio in questi casi che la sostanza può produrre gravi complicanze che possono portare anche alla morte.
I farmaci vietati agli under 12 sono:

- Tachidol "Bambini 125 mg/5 ml + 7,5 mg/5 ml Sciroppo" - flacone da 120 ml;
- Tachidol "Bambini 125 mg/7,5 mg Granulato effervescente" - 10 bustine;
- Lonarid "Bambini 200 mg + 5 mg Supposte" - 6 supposte;
- Paracetamolo + Codeina Angenerico "125 mg + 7,5 mg Granulato effervescente" - 10 bustine;
- Paracetamolo + Codeina Angenerico "2,5 g + 0,150 g Sciroppo" - flacone da 120 ml.

La codeina è un oppiaceo che l'organismo trasforma in morfina, motivo per il quale viene utilizzato per lenire il dolore sia nei bambini che negli adulti. Tuttavia, alcune persone tendono a metabolizzare la sostanza più velocemente e in misura maggiore di altre, il che si traduce in un livello di morfina nell'organismo troppo elevato, con conseguente rischio di problemi respiratori anche gravi.
Al di sopra dei 12 anni la sostanza può ancora essere utilizzata, ma per brevi periodi e solo nel caso in cui non possa essere sostituita da altre sostanze, come l'ibuprofene ad esempio. La Fda suggerisce comunque di tenere sotto stretto controllo il bambino che assume la sostanza per cogliere i primi segnali dell'overdose, ad esempio confusione, colorito azzurro delle labbra, sonnolenza e problemi di respirazione. In quel caso, si consiglia ovviamente di sospendere subito la somministrazione del farmaco e di condurre il bambino al pronto soccorso.
Ma il divieto di utilizzo della codeina non riguarda solo i bambini. L'Aifa ha esteso anche ad altre categorie l'impossibilità di consumare tali farmaci:

- i ragazzi fra i 12 e i 18 anni che mostrino già problemi di respirazione;
- i ragazzi fra i 12 e i 18 anni che hanno subito un intervento chirurgico per l'asportazione delle tonsille o delle adenoidi;
- chi è già noto per essere un metabolizzatore ultra-rapido;
- le donne che allattano, perché la sostanza può arrivare al neonato attraverso il latte materno.

Fonte: British Medical Journal
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20/01/2016 Andrea Sperelli

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