(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Uno scenario molto comune soprattutto nei paesi più poveri, con poche risorse da destinare alla lotta all’Aids”, spiegano i ricercatori.
Ma come funziona la Tnc? “La proteina è efficace nel catturare e neutralizzare le particelle virali legandosi specificamente all’Hiv, una proprietà che fornirebbe una protezione diffusa contro l’infezione. È probabile che la Tnc agisca in concerto con altri fattori anti Hiv presenti nel latte materno. Quindi – concludono i ricercatori – servono ulteriori ricerche per esplorare questa nuova possibilità”.
Un altro studio ha scoperto un effetto protettivo simile che tuttavia funziona anche negli adulti. Si è già notato che alcune persone risultano immuni al virus o comunque riescono a tenerlo a bada senza l'ausilio dei farmaci antivirali. Gli scienziati della Northwestern University diretti da Richard D'Aquila hanno scoperto che tali soggetti sono immuni grazie al fatto di possedere una porzione extra di Apobec3g o A3, una proteina immunitaria che blocca la diffusione dell'Hiv nell'organismo.
I ricercatori, che hanno pubblicato la scoperta su Plos One, suggeriscono quindi l'adozione di un nuovo approccio alla malattia che consenta di trasformare i sieropositivi normali in quelli del gruppo dell'1 per cento, ovvero quei soggetti immuni grazie alla porzione extra della proteina.
“Preservare e persino potenziare questa seconda linea di difesa nelle cellule può rendere le persone con infezione da Hiv dei controller”, spiega Richard D’Aquila, che insieme al suo team sta lavorando a un farmaco che stimoli il lavoro della proteina.
Commentando la notizia, Robert Gallo, direttore del dipartimento di virologia umana dell’Università del Maryland e uno dei primi ricercatori che si è occupato di Hiv, spiega: “dobbiamo continuare la ricerca anche con nuovi approcci. Le persone che sono in terapia hanno una maggiore incidenza di malattie cardiovascolare, di cancro ma conducono una vita normale. Bisogna quindi trovare una terapia e bisogna curare quelli che non hanno accesso alle cure. Noi vogliamo eliminare l’Aids, la prevenzione è importante, ma abbiamo le capacità per porre fine all’epidemia se facciamo test ematici e curiamo tutte le persone in modo che non ne infettino altre”.
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22/10/2013 Andrea Piccoli

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