(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) diabete e malattie metaboliche ASL 5 Torino e Presidente Fondazione Associazione Medici Diabetologi (AMD), ha analizzato la banca dati di 280.000 persone con diabete assistite dal Servizio sanitario in Piemonte. Da questa ne ha estratte 1.003, con diabete di tipo 2, che erano state ricoverate in ospedale per sintomi di pancreatite acuta tra il 1 gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012, e 4.012, confrontabili per età, sesso, caratteristiche della malattia e tipo di cura per il diabete. “Abbiamo condotto quello che tecnicamente si chiama ‘studio caso-controllo’ - spiega Giorda. Si confronta un gruppo di persone, i 1.003 casi, in cui si vuole esaminare un determinato accadimento come ad esempio l’insorgenza di pancreatite causata da incretine, con un gruppo il più simile possibile per caratteristiche, i 4.012 controlli, in cui questo accadimento non si sia verificato”.
Dopo avere escluso tutti i possibili fattori esterni che possono confondere l’esito dell’analisi, “come malattie delle vie biliari, alcolismo o impiego di farmaci, tra cui altri antidiabetici orali in passato indiziati di essere possibile causa di pancreatite acuta - puntualizza Giorda - abbiamo rilevato che l’impiego delle incretine, nei 6 mesi precedenti al ricovero per pancreatite acuta, non aveva alcuna relazione con l’aumento del rischio di malattia”.
“Un dato estremamente importante - sottolinea Giorda - è che si tratta del primo studio su questo fenomeno condotto in Europa, su popolazione europea, ma soprattutto che è la prima volta al mondo che si analizza una popolazione ‘non selezionata’, ossia il comportamento nella vita reale. Gli altri studi sin qui svolti analizzavano banche dati di farmacosorveglianza o di compagnie assicurative, e quindi gruppi di persone in qualche modo speciali.”
“La discussione sulla pericolosità di questa categoria di farmaci si trascina ormai da molti mesi, incredibilmente più nel nostro Paese che nel resto del mondo”, commenta Antonio Ceriello, Presidente Associazione Medici Diabetologi (AMD). “I sospetti si sono sempre basati su evidenze scientifiche estremamente labili. Mi auguro che i risultati pubblicati da Giorda possano contribuire a mettere un punto fermo, che possa tranquillizzare ulteriormente nell’utilizzo di questi farmaci”, aggiunge.
“Da ultimo – conclude Ceriello – e lo dico con un misto di rammarico e di orgoglio, si è reso necessario l’impegno di un gruppo di diabetologi indipendenti, e qui sta il mio orgoglio come Presidente AMD, per giungere a dimostrare, in pochi mesi, ciò che la nostra Agenzia del farmaco AIFA avrebbe potuto fare con ben maggiore anticipo, basandosi sui dati delle evidenze raccolte sul campo in questi anni, proprio sull’utilizzo di questi farmaci”.
Leggi altre informazioni
13/11/2013 Arturo Bandini

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante