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Fibrillazione atriale, rivaroxaban e complicanze

Come sta cambiando l’approccio a coronaropatia, malattie renali e arteriopatie

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Nella fase post acuta dell’infarto, nell’angina cronica stabile ad alto rischio e nei pazienti con malattia periferica, il cosiddetto “rischio residuo” è ancora molto alto.
Diversi studi registrativi hanno, infatti, dimostrato che dal primo anno ai successivi cinque dall’evento infartuale c’è una recidiva di eventi cardiovascolari avversi, inclusa mortalità per cause cardiovascolari, di circa il 20%. Un paziente su cinque, dunque, dopo 3-4 anni da un infarto, può subire o una ri-ospedalizzazione, o un nuovo evento infartuale, o un ictus, oppure un evento fatale. Nei Paesi occidentali c’è, dunque, una frequenza degli eventi avversi molto elevata, anche nei pazienti che aderiscono correttamente alle terapie raccomandate.
Questo sta a significare che, in generale, i pazienti con infarto presentano un rischio appunto “residuo” che va al di lĂ  dell’evento unico, anche in pazienti che ...  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | fibrillazione, atriale, rivaroxaban,

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