(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) al test per le arachidi, ma soltanto l'1 per cento risulta veramente allergico, manifestando sintomi dopo l'ingestione.
3) In caso di reflusso gastroesofageo fisiologico non vanno prescritti bloccanti degli acidi e di agenti della motilità gastrica come metoclopramide. Diversi studi hanno dimostrato la scarsa efficacia di questi farmaci in caso di reflusso gastroesofageo fisiologico. Si tratta nella maggior parte dei casi di una condizione normale e transitoria legata all'età. Soltanto nel caso in cui determini una scarsa crescita o si associ a sintomi respiratori significativi, il reflusso andrebbe valutato più seriamente.
4) Per lo screening e il trattamento di una batteriuria asintomatica, evitare l'utilizzo di colture di sorveglianza, che non sembrano apportare benefici diretti. Si tratta di una procedura costosa e produce sia falsi positivi che negativi. Il trattamento di una batteriuria asintomatica aumenta anche l'esposizione agli antibiotici, il che costituisce un fattore di rischio per successive infezioni con un organismo resistente.
5) Allo scopo di evitare la Sids - sindrome della morte improvvisa del lattante - non va utilizzato di routine il monitoraggio domiciliare di apnea infantile. Non esistono prove sull'efficacia del monitoraggio, anche se l'approccio può essere utile in bambini selezionati a rischio di apnea o di eventi cardiovascolari dopo le dimissioni ospedaliere.
6) Mai utilizzare antibiotici per malattie respiratorie virali come sinusiti, faringiti, bronchiti. L'uso dei farmaci antibiotici, oltre a essere inutile e costoso, porta anche allo sviluppo dell'antibioticoresistenza.
7) Evitare la prescrizione di farmaci per tosse e raffreddore nei bambini sotto i quattro anni. I benefici per questa fascia d'età sono molto limitati, mentre gli effetti collaterali possono essere anche potenzialmente gravi. Si tratta di farmaci che contengono spesso più di un principio attivo, il che aumenta la probabilità di sovradosaggio accidentale se vengono associati ad altri prodotti.
8) Non ricorrere subito alla Tc per la valutazione delle lesioni del capo. È sufficiente l'osservazione clinica e quella basata sui criteri Pecarn (Pediatric emergency care applied research network). Esporre i bambini ai raggi X costituisce un pericolo serio, che comporta l'aumento del rischio di cancro per tutta la vita, perché il tessuto cerebrale dei piccoli è più sensibile alle radiazioni ionizzanti.
9) I bambini affetti da una convulsione febbrile semplice non andrebbero sottoposti a Tc o risonanza magnetica. Se la seconda non presenta i rischi di esposizione alle radiazioni presenti per la prima tecnica, i costi sono comunque molto elevati e va considerato anche il problema della sedazione. I medici devono invece concentrarsi sulle cause della febbre.
10) La Tc non è necessaria neanche per valutare il dolore addominale. Anche in questo caso ci sarebbe l'aumento del rischio di cancro per tutta la vita del bambino. Inoltre, c'è il pericolo di un sovradosaggio di radiazioni per l'uso di protocolli non appropriati.

Anche i pediatri italiani hanno scelto di stilare una lista di 5 procedure da evitare nell’ambito del progetto “Fare di più non significa fare di meglio” promosso da Slow Medicine.
La lista, redatta dagli esperti dell’Associazione culturale pediatri e ispirata a quella dei pediatri americani di Choosing Wisely, è però calata nella realtà clinico-sanitaria italiana.
Presentata nel corso del recente convegno della European Confederation of Primary Care Pediatricians, la lista si compone dei seguenti punti:
1) evitare quanto più possibile l’uso di cortisonici inalatori per le flogosi delle prime vie respiratorie e il controllo della tosse. Non ci sono prove a sostegno dell’efficacia di questo intervento, che è invece legato ad alcuni effetti collaterali.
2) Non prescrivere aggiunte di latte artificiale nei primi giorni di vita dei neonati senza indicazioni mediche sufficienti. L’allattamento al seno esclusivo nei primi giorni di vita è correlato positivamente con la salute infantile e con quella materna.
3) Evitare la prescrizione di antibiotici per le patologie delle vie respiratorie la cui origine è presumibilmente di origine virale in età pediatrica, in particolare per sinusiti, faringiti e bronchiti. Meglio attenersi alla vigile attesa e ricorrere agli antibiotici solo nei casi che lo richiedano. Si possono così scongiurare gli effetti avversi legati a questo tipo di medicinali, nonché ridurre la comparsa di patogeni resistenti.
4) Le Rx torace non vanno effettuate per la diagnosi e il follow up di polmoniti non complicate. L'accurata valutazione anamnestica, clinica ed epidemiologica e il confronto chiaro e completo con il paziente e i genitori sono la base di una corretta impostazione diagnostico-terapeutica e consentono di ottenere risultati ottimali, selezionando le procedure più appropriate.
5) Non somministrare farmaci per il reflusso gastroesofageo fisiologico. La condizione si risolve nella maggior parte dei casi con la crescita e non ci sono evidenze di lesioni, anche nel lungo periodo. I farmaci antiacidi vanno utilizzati solo nel caso di un reflusso gastroesofageo di tipo cronico, una possibilità estremamente rara in età pediatrica.
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31/05/2016 Andrea Piccoli

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