(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) costituiscono la ragione principale dei maggiori tassi di sopravvivenza, con particolare riferimento alle procedure di riparazione endovascolare della rottura.
I ricercatori hanno confrontato la sopravvivenza per rottura dell'aneurisma dell'aorta addominale in 11.799 pazienti britannici e 23.838 statunitensi fra il 2005 e il 2010, scoprendo che soltanto il 58 per cento dei primi era stato operato contro l'80 per cento dei pazienti americani. La riparazione endovascolare era due volte più praticata oltreoceano e i tassi di mortalità erano di conseguenza più elevati fra i pazienti britannici, il 66 per cento contro il 53.
“I nostri risultati, infine, dimostrano che i ricoverati negli ospedali del Sistema sanitario nazionale inglese hanno anche meno probabilità di ricevere cure ottimali se sono ammessi in urgenza nel fine settimana”, conclude il ricercatore.
Uno scienziato dell'Università di Uppsala, in Svezia, il dott. Martin Björck, commenta in un editoriale: “è di certo importante ottimizzare i metodi di trattamento di questa malattia mortale, ma la prevenzione è la chiave del successo e sia la Svezia sia la Gran Bretagna hanno ormai raggiunto la copertura nazionale di screening ecografico per gli uomini di 65 anni. Per la rottura di aneurisma dell'aorta addominale prevenire allungherà la vita più che curare, ma in attesa della piena efficacia dei programmi di screening vanno aumentate sia l’efficacia terapeutica sia l’uso delle tecniche endovascolari”.
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18/03/2014 Andrea Sperelli

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