(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) le borse sotto gli occhi e l'eccesso di pelle della palpebra superiore che dà all'occhio un aspetto invecchiato e stanco.Il risultato è un aspetto più rilassato e giovanile di tutta la regione intorno agli occhi.
La blefaroplastica si può fare a qualsiasi età. È utile per correggere i segni dell'invecchiamento del contorno degli occhi ma può essere eseguita anche in pazienti giovani (dai 20 anni in su) che presentano problemi di natura estetica della regione palpebrale. Se lo si desidera è possibile anche modificare la forma dell'occhio.
Per accedere agli accumuli di grasso si effettua una incisione sul margine ciliare per la palpebra inferiore, e sulla rima orbitaria per la palpebra superiore.
Tali incisioni guariscono rapidamente senza lasciare alcuna traccia, grazie anche al fatto che la cute palpebrale ha uno spessore di derma molto sottile che garantisce una guarigione ottimale. Molte volte, per ridurre le piccole rughe disposte ai lati delle palpebre, si utilizza anche il Laser ad Erbium o il CO2 ultrapulsato con finalità di resurfacing. Si possono comunque associare anche altri interventi quali il lipofilling, ossia il riempimento, mediante il proprio tessuto adiposo filtrato, di aree selezionate.
Il risultato finale è quindi un aspetto più rilassato e giovanile, pur mantenendo le caratteristiche proprie degli occhi senza modificarne la forma.
Nel caso di palpebra eccessivamente scesa per un deficit del tendine o per altri problemi (ptosi palpebrale acquisita) o di lassità della palpebra inferiore che si presenta sporgente verso l'esterno (ectropion) o interno (entropion), è possibile trattare e risolvere il problema con la tecnica appropriata, unendo quindi la finalità funzionale a quella estetica. L'intervento si effettua in regime di Day Hospital utilizzando anestesia locale e sedazione, in caso di 'intervento completo, o ambulatoriale quando soltanto le palpebre superiori o inferiori vengono trattate.
Dopo l'intervento consigliamo per qualche ora di fare degli impacchi con garze bagnate fredde per limitare il gonfiore ed alleviare il fastidio. Dopo due giorni vengono asportati i piccoli punti di sutura. I lividi, se presenti, si risolvono in 7-10 giorni. In questo periodo è consigliabile l'uso di occhiali da sole. È possibile effettuare già un massaggio linfodrenante ed utilizzare creme coprenti.
Bisogna dunque individuare le varie cause all’origine di questo inestetismo; queste possono essere:

- mancanza di sonno e disordini frequenti nell’equilibrio dei cicli di riposo/attività;

- la posizione troppo supina nelle ore di sonno;

- ritenzione idrica, dovuta agli sbalzi climatici o all’alimentazione ricca di sale;

- abuso di sostanze alcoliche;

- le allergie e/o le dermatiti accompagnate in tal caso da prurito e rossore;

- i fattori ereditari;

- gli squilibri ormonali.

Opzioni non chirurgiche per rimuovere le occhiaie:

attualmente la possibilità di utilizzare dei filler a base di acido ialuronico, assolutamente compatibili con l'organismo e di lunga durata, consente di migliorare l'aspetto delle borse, per esempio riempiendo il margine inferiore e dando cosi l'impressione che la borsa stessa si sia ridotta. Altro prodotto utile è il botulino che consente di ridurre le cosiddette zampe di gallina e sollevare il sopracciglio migliorando così di molto anche l'aspetto della palpebra superiore. I risultati si mantengono per 5-6 mesi e sono facilmente ripetibili.

OCCHIAIE

La causa principale delle occhiaie blu/viola è uno scorretto funzionamento della microcircolazione oculare e il conseguente ristagno di sangue venoso. Mentre una iperpigmentazione dovuta ad un eccesso di melanina provoca le occhiaie marroni. Nella zona appena sotto l’occhio l’epidermide è molto sottile e delicata, è sufficiente che il sangue venoso ristagni nei microcapillari o che la melanina si scurisca, che abbiamo la comparsa delle ANTIESTETICHE OCCHIAIE.
Con il termine occhiaie ci si riferisce quindi ad un inestetismo abbastanza comune che compare sotto gli occhi; le occhiaie sono in pratica delle macchie rosso-bluastre causate dalla rottura dei capillari. Questa imperfezione estetica può colpire sia giovani che anziani; alla base della loro comparsa possono esserci sia fattori ereditari (fragilità capillare congenita) che di altro tipo (per esempio uno stile di vita errato).
Sotto la cavità orbitaria c'è un sottile strato cutaneo ricco di sottilissimi capillari dai quali, quando questi vanno incontro a rottura, fuoriescono piccolissime gocce di sangue che ristagnano nei tessuti in questione originando gli inestetici aloni scuri che distinguono le occhiaie dalle altrettanto inestetiche borse sotto gli occhi. La rottura dei capillari può essere dovuta a sbalzi di temperatura eccessivi (lavaggi con acqua molto calda, esposizione eccessiva ai raggi solari ecc.) oppure a sollecitazioni di tipo meccanico come uno sfregamento continuo degli occhi oppure contrazioni eccessive dei capillari del volto provocate dai più svariati fattori. Anche uno scarso riposo notturno può favorire il ristagnare del sangue attorno alle orbite dando origine alle piccole emorragie che sono la causa delle occhiaie.
Mentre per le borse la terapia è chirurgica per le occhiaie, oltre rimedi olisticamente validi, sono accettate anche sostanze cosiddette "sbiancanti".

I meccanismi d'azione di tali sostanze si possono riassumere in:
- Inibizione dell'attività della tirosina
- Inibizione della sintesi del DNA nell'iperattività dei melanociti
- Riduzione del contenuto di melanina nell'epidermide
- Ispessimento dello strato granulare dell'epidermide

Tra queste sostanze che interferiscono con i processi di pigmentazione della melanina, si ricordano:
IDROCHINONE: è considerato l'agente “sbiancante” più efficace ed è ancora oggi usato per trattare problemi di iperpigmentazione. Infatti, inibisce la sintesi di DNA e RNA, ed induce la degradazione dei melanosomi e la distruzione dei melanociti. Già nel 1975 due scienziati, il Dott Kilgman e il Dott Willis, eseguirono un primo studio per valutare l'efficacia dell'idrochinone: dopo 5-7 settimane di trattamento si ebbero i primi risultati positivi, anche se non va dimenticato, comunque, che il trattamento andrebbe prolungato da tre mesi fino ad un anno. L'esperimento non è stato effettuato usando solamente questo ingrediente cosmetico (5%), ma si è usato anche uno 0,1% di tretionina ed uno 0,1% di desametasone. Il problema è che il mix di questi prodotti comportava effetti collaterali tra cui eritema, desquamazione, irritazioni e dermatiti da contatto.
L'idrochinone ha molteplici effetti collaterali, come irritazione della pelle, dermatiti, citotossicità, ipomelanosi permanente o amelanosi. La scarsa sicurezza di impiego del composto ha indotto la Commissione Europea a vietare l'uso dell'idrochinone in prodotti cosmetici, limitandone l'impiego come schiarente cutaneo alle prescrizioni di medici e dermatologici.
ACIDO RETINOICO: attualmente, si ritiene che una concentrazione di acido retinoico che va dallo 0,01% all'1% riduca la pigmentazione inibendo la trascrizione della transferasi, portando all'ispessimento dello strato granulare dell'epidermide. Il numero dei melanociti risulta apparentemente inalterato, ma il danno agli stessi appare evidente. L'acido retinoico dev'essere applicato con trattamenti più lunghi rispetto all'idrochinone; un significativo sbiancamento si ha dopo 24 settimane, anche se sono stati riportati effetti collaterali simili all'agente depigmentante precedente: desquamazione e bruciore pungente.
I retinoidi (tra cui appunto l'acido retinoico, non ammesso in cosmetologia) sono considerati dei composti con azione medio/profonda, quindi il loro utilizzo è legato soprattutto all'ambito ambulatoriale; anch'essi possono essere irritanti.
ACIDO AZELAICO: è un acido dicarbossilico usato solitamente nel trattamento del melasma (ipermelanosi facciale che si presenta con un colore marrone: è un problema tipico delle donne, in particolare di quelle che si espongono spesso al sole, ed è sfruttato per diminuire le lentiggini lasciate dall'acne, per contrastare la perdita di capelli e contro la rosacea papulopustolosa. Ha proprietà antinfiammatoria, comedolitica, antibatterica e presenta bassa tossicità. Nonostante ciò, è vietato il suo uso nella cosmesi perché irritante.
ACIDO COGICO: l'acido kojik è una sostanza naturale prodotta da funghi del genere Aspergillus (il cui nome Giapponese è koji) ed è un sottoprodotto del processo fermentativo del riso. È usato in cibi e cosmetici per cambiare il colore alle sostanze: per questo motivo è considerato un agente depigmentante e schiarente. A livello cutaneo, inibisce la sintesi della melanina ed è usato nel trattamento di melasma o cloasma (disturbo che presenta tipiche macchie scure dovute ad un cambiamento di ormoni: le donne in gravidanza soffrono spesso di tale problema).
L'acido cogico e l'acido azelaico sono ammessi ma dopo il loro utilizzo sono stati segnalati casi di dermatiti, allergie da contatto e sensibilizzazione.


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24/04/2014 Duilio Siravo

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