(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) prima volta e non è quindi correlata con problemi di ansia o stress.
60 uomini hanno assunto un farmaco, altri 60 hanno integrato l'uso del medicinale con la psicoterapia, mentre gli ultimi 30 sono stati trattati soltanto con l'approccio psicoterapeutico. I dati dimostrano che la durata del rapporto è passata da 79 a 203 secondi nel primo gruppo. I risultati migliori però si sono avuti negli altri due gruppi, con un aumento rispettivo da 75 a 323 secondi e da 74,3 a 600 secondi.
Sesso e insoddisfazione, un legame troppo spesso presente nelle esistenze degli italiani. In particolare delle donne, stando ai risultati emersi da una ricerca di Datanalysis. 2 donne su 3, infatti, dichiarano la propria insoddisfazione per via di rapporti non abbastanza frequenti e non abbastanza coinvolgenti.
Mario Maggi, presidente della Siams e ordinario di Endocrinologia all'Università di Firenze, spiega: “I risultati dipingono uomini e donne con una consapevolezza diversa del benessere sessuale e di ciò che vorrebbero dai rapporti. Le donne oggi si rendono conto che un disturbo di lui può avere ripercussioni anche sul proprio benessere e vogliono cercare soluzioni: la disfunzione erettile, uno dei disturbi sessuali più comuni che spesso si associa ad anorgasmia nella partner, è ritenuta un problema della coppia da affrontare in due dal 57 per cento delle donne e appena il 22 per cento degli uomini. Colpisce, poi, la mancanza di dialogo: in caso di disfunzione erettile, il 20 per cento degli uomini non vuole parlarne affatto mentre il 95 per cento delle donne ritiene sia un problema da affrontare. E c'è perfino un 25 per cento di uomini secondo cui è giusto che a trovare una soluzione sia soltanto lei".
Per migliorare l'intesa sessuale, comunque, sarebbe bene cominciare col fare piazza pulita dei luoghi comuni che imperversano sull'argomento. Le nozioni pseudo-scientifiche che cercano di inculcarci da anni sono basate sul nulla.
Almeno questo è quello che sostengono il dott. Vincenzo Puppo, sessuologo del Centro Italiano di Sessuologia di Bologna e la dott.ssa Giulia Puppo, del Dipartimento di Biologia dell'Università di Firenze. I due hanno pubblicato sulla rivista Clinical Anatomy una revisione nella quale fanno chiarezza su alcuni luoghi comuni duri a morire, fra cui l'esistenza del fantomatico punto G e quella dell'orgasmo vaginale.
Si tratterebbe in entrambi i casi di pure invenzioni, secondo i due ricercatori. A dimostrazione di ciò basta considerare l'anatomia femminile. Non esiste alcun rapporto fra la clitoride e la vagina. Dal momento che non esiste una clitoride “interna”, l'unica ragione “fisica” degli orgasmi femminili è da attribuire alla clitoride stessa, cioè a un organo esterno composto dal glande e dal corpo, ovvero la parte libera, e dalle crura o radici, vale a dire la parte ancorata al labbro inferiore.
La controprova, secondo i due medici, sta nel fatto che la maggior parte delle donne non ha orgasmi durante un rapporto vaginale che non preveda stimolazioni di altro tipo.
Tutto è invece legato al “pene femminile”, formato da clitoride, bulbi vestibolari e pars intermedia, piccole labbra e il corpo spugnoso dell’uretra femminile. L'orgasmo è quindi possibile solo previa stimolazione degli organi erettili femminili.
Spiega il dott. Puppo intervistato da La Stampa: «la conoscenza dell’anatomia e della fisiologia del pene femminile è essenziale nel campo della salute sessuale delle donne. I diritti sessuali delle donne sono diritti umani fondamentali e universali e il piacere sessuale, incluso l’autoerotismo, è fonte di benessere fisico e psicologico che contribuisce alla felicità umana. La soddisfazione sessuale femminile si basa sull’orgasmo: i sessuologi dovrebbero definire “fare sesso/fare l’amore” quando si verifica l’orgasmo per entrambi i partner con o senza rapporto vaginale».
«Gli esperti di medicina sessuale, sessuologi e psicologi devono diffondere certezze sulla base biologica dell’orgasmo femminile a tutte le donne, non ipotesi o opinioni personali – aggiunge la dott.ssa Giulia Puppo – Pertanto, essi devono utilizzare una terminologia anatomica scientifica».
Dal momento che l'orgasmo vaginale non esiste, è del tutto superflua la durata del rapporto penetrativo, ciò che scagiona tanti uomini alle prese con l'eiaculazione precoce. La chiave sta nella stimolazione, che può chiaramente proseguire anche dopo che l'uomo abbia raggiunto l'orgasmo.
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23/03/2015 Andrea Sperelli

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