(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) - che “devono essere prese almeno tre volte al giorno e durante i pasti. Infatti, sono molto poco gradite ai pazienti”. Approvazione invece per la somministrazione in punture: “ne esistono alcune – dice l’endocrinologo fiorentino – che durano anche fino a tre mesi e quindi sono abbastanza utili perché fanno dimenticare al paziente di avere la malattia”. Ma quali sono i sintomi che inducono il medico a somministrare una cura di testosterone? L’esperto della SIE ne elenca tre: “disfunzione erettile, assenza di erezioni notturne e perdita del desiderio sessuale”. Insomma il campanello d’allarme è dato dalle disfunzioni sessuali. Attenzione però - avverte Mario Maggi - a un uso incongruo del testosterone. “Se lo si assume in maniera sbagliata si può andare incontro a infertilità (blocca la spermatogenesi), aumento del volume delle mammelle e crescita del numero dei globuli rossi rendendo così il sangue troppo denso fino a creare problemi alla circolazione”.
Ma oltre a risolvere i problemi legati alla sfera sessuale in che misura il testosterone incide sull’autostima? L’esperto della SIE risponde che “gli atteggiamenti che si associano di più con il testosterone sono quelli istrionici: sentirsi al centro dell’attenzione, teatralità, capacità di prendere decisioni in modo rapido, avere meno paura e comportamento spericolato”. Quanto questo ormone così importante per l’uomo può esserlo anche per le donne? Secondo l’esperienza di Mario Maggi, nonostante sia sul mercato da alcuni anni, il testosterone per le donne non ha avuto il successo aspettato: da un lato per l’alto costo, dall’altro per gli effetti collaterali che ne possono scaturire.
In Italia, la somministrazione di testosterone tuttavia è molto lontana dai parametri statunitensi: “in America - afferma Mario Maggi - ogni anno aumenta il budget destinato a queste preparazioni e per ogni cinque americani che si fanno curare c'è una sola persona in Europa e ancora meno in Italia. Il problema - chiosa l’endocrinologo – è legato alla diversa modalità di rimborso: nel nostro paese, salvo alcune regioni come la Toscana, l’Umbria, il Piemonte, la Valle d’Aosta, il Trentino e il Veneto, il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa solo le terapie più vecchie e meno utili. Questa situazione a pelle di leopardo rende critico l’approccio alla terapia sostitutiva”.
Leggi altre informazioni
11/05/2012 Andrea Sperelli

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante