(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di stress emesso dai fotorecettori al primo stadio della malattia, quando i coni sono ancora intatti. Non a caso, il primo problema dato dalla retinite pigmentosa è lo scadimento della visione notturna.
Attraverso una serie di mutazioni indotte nel topo atte a inibire lo sviluppo delle microglia, i medici hanno assistito a una evoluzione più lenta della malattia.
Wai T. Wong, responsabile dello studio, spiega: “questi risultati indicano come le strategie terapeutiche che inibiscono l’attivazione delle microglia possano aiutare a rallentare il tasso di degenerazione dei fotorecettori e a garantire la visione”.
“Le cellule della microglia possono costituire un bersaglio per strategie terapeutiche interamente nuove - ha affermato il direttore del NEI Paul Sieving – con l’obiettivo di arrestare la progressione delle malattie dell’occhio che possono portare alla cecità”.
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07/07/2015 Andrea Piccoli

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