(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) queste sostanze le più note sono il Ddt, il Dde, e poi clordano, ossiclordano, HCB ed eptacloro.
Il Ddt è una sostanza famosa in tutto il mondo perché utilizzata per anni come insetticida. Negli anni '70 venne vietata in molti paesi, fra cui l'Italia, dove pure aveva contribuito a debellare tifo e malaria negli anni '40. La IARC – l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – lo ha inserito fra i possibili cancerogeni, anche se non esistono prove del fatto che favorisca l'insorgenza del cancro. Recentemente l'Oms ha dichiarato che la sostanza può essere utilizzata nei paesi in cui è presente la malaria in maniera endemica, e che il suo uso, se effettuato secondo standard precisi, non è nocivo nei confronti dell'uomo.
Più pericoloso pare il Dde, che ha un effetto neurotossico, causa stress ossidativo e danneggia il sistema cerebrale dopaminergico. Inoltre, ha un effetto negativo sul sistema endocrino. Alcuni studi hanno ipotizzato anche un'influenza sui meccanismi che innescano il tumore del seno.
Il clordano ha una tossicità sull'uomo che si esercita soprattutto a livello del sistema nervoso centrale, del sangue e del fegato, ma probabilmente è anche un potenziale cancerogeno. L'ossiclordano ha effetti simili, ma pare più tossico del composto progenitore.
L'HCB (esaclorobenzene) è un probabile cancerogeno. Alcuni studi hanno rivelato un aumento dell'incidenza di tumori al fegato, ai reni e alla tiroide associata a un'esposizione alla sostanza.
L'esposizione acuta provoca irritazione agli occhi, alla pelle e ai polmoni, quella cronica causa malattie epatiche con lesioni cutanee associate.
Anche l'eptacloro, infine, rientra fra gli inquinanti organici persistenti ed è probabilmente cancerogeno per l'uomo, sebbene esistano in letteratura soltanto studi su modello murino.
Un altro studio, peraltro, dimostra come l'esposizione nei primi stadi della gravidanza ai POC abbia l'effetto di quadruplicare il rischio di diabete gestazionale.
I ricercatori sono ora concentrati a capire le ragioni di tale legame. Una delle ipotesi è che i POC, aumentando la produzione di radicali liberi e quindi l'infiammazione, facilitino la comparsa di patologie croniche come il diabete, ma anche il cancro, il Parkinson e l'Alzheimer.
Un'altra ipotesi è che causino un'alterazione nel microbiota intestinale. Per dimostrare queste tesi, tuttavia, non sono sufficienti studi osservazionali, ma vanno messi in campo dei veri e propri studi sperimentali, allo scopo di scoprire i reali effetti di queste molecole sul nostro organismo.
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16/09/2015 Andrea Piccoli

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