(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ad afferrare i concetti espressi.
2) Evitare la trattazione di argomenti di clinica e di organizzazione senza prima considerare le implicazioni etiche, sociali, economiche, inter-professionali, le aspettative e i valori dei pazienti e il setting didattico più appropriato (ospedaliero e cure primarie). La mancanza di questi argomenti crea professionisti impreparati alle sfide rappresentate dalle nuove relazioni medico/paziente.
3) Non servirsi dell'esame orale non strutturato come forma di valutazione dello studente. Questo tipo di esame è il più diffuso, anche per la valutazione dell'apprendimento di attività pratiche, per le quali non servono neanche altri tipi di test cognitivi come i quiz ad esempio. Vanno invece adottate alternative basate su una valutazione strutturata.
4) Le procedure devono essere apprese con un appropriato modello di simulazione prima di essere sperimentate anche sui pazienti.
5) Per l'accesso ai corsi di laurea o di specializzazione non possono essere utilizzati unicamente test di tipo cognitivo. Questo tipo di selezione non considera i fattori di tipo attitudinale, la vocazione individuale e le capacità legate alla sfera bio-psico-sociale, altrettanto importanti nella pratica delle professioni mediche.
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16/09/2015 Andrea Sperelli

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