(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di uno studio che faccia emergere nuovi marcatori in grado di predire la reale aggressività di un carcinoma duttale in situ.
I ricercatori italiani hanno scoperto che un possibile marker in tal senso è rappresentato dall'elevata espressione dei recettori per gli androgeni, soprattutto se associata a una scarsa espressione dei recettori per gli estrogeni.
Oltre a ciò, gli scienziati italiani hanno anche affermato che nel decorso clinico del carcinoma duttale in situ nulla cambia se dopo la chirurgia si aggiunge un ciclo radioterapico. Di conseguenza, la ricerca apre la strada a un cambiamento dell'attuale standard terapeutico verso una cura più specifica fondata sulle basi biologiche di questo tumore, ad esempio attraverso una terapia con agenti anti-androgeni come enzalutamide o bicalutamide.

Fonte: International Journal of Biological Markers
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19/10/2015 Andrea Piccoli

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