(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) convinzione dura a morire trova le sue radici nel lontano 1945, quando un gruppo di scienziati teorizzò che i radicali liberi fossero i principali responsabili dell’invecchiamento, e che gli antiossidanti si opponessero a questo meccanismo. Sono ormai tanti gli studi che hanno dimostrato la mancanza di un nesso evidente fra maggior produzione di antiossidanti e longevità. Ciononostante, ogni anno si spendono miliardi di euro e dollari per l’acquisto di integratori contenenti antiossidanti.
Un altro falso mito riguarda le dimensioni del cervello. Sarebbe cioè molto più grande di quello degli animali. In realtà è più o meno proporzionato alla taglia dell’essere umano. Inoltre, a differenza di quanto si pensi, il cervello riesce a dialogare con il sistema immunitario.
È falso anche che si impari di più e meglio seguendo la strategia di apprendimento preferita, così come la teoria secondo cui l’aumento esponenziale della popolazione mondiale produrrà inevitabilmente carestie e povertà.
Un’altra errata convinzione è legata all’uso del paracetamolo. Secondo molti la sua efficacia è legata a meccanismi noti. In realtà, non si sa ancora con chiarezza perché funzioni. Tra i falsi miti non poteva mancare infine la teoria che vuole i vaccini responsabili dell’insorgenza dell’autismo, nata da uno studio poi dimostratosi manipolato, e l’idea che l’omeopatia possa essere una valida medicina alternativa, quando nel migliore dei casi può produrre solo un effetto placebo.

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23/12/2015 Andrea Piccoli

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