(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) in molti casi a superare i 70 anni al processo che li vide protagonisti nel 1321. La spiegazione potrebbe risiedere nell'effetto positivo esercitato sulla flora intestinale da questa alimentazione, più sana rispetto a ciò che si mangiava nel Medioevo. Una fonte naturale di probiotici che ha effetti positivi e protettivi sulla flora gastrointestinale».
Lo studio, pubblicato su Digestive and Liver Disease, è stato realizzato grazie a una minuziosa indagine sui documenti risalenti all'epoca del processo. Il particolare regime alimentare avrebbe permesso ai Cavalieri di superare abbondantemente l'aspettativa di vita medievale, che si aggirava fra i 25 e i 40 anni. In genere, infatti, l'alimentazione del Medioevo era caratterizzata da grassi e proteine animali, soprattutto fra le classi più agiate, i cui esponenti, non a caso, soffrivano spesso di gotta. Altre malattie tipiche dello status sociale acquisito erano l'obesità, il diabete e i disturbi cardiovascolari in genere.
«La dieta dei Templari, molto moderna e se vogliamo antesignana della Dieta Mediterranea, combatteva tutte queste malattie: mangiavano poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (tre piatti a settimana) che invece oggi si consumano poco, ma sono invece potenti probiotici; il pesce era molto frequente e all'acqua da bere aggiungevano la spremuta di arance per arricchire la carica anti-batterica. Al vino (molto razionato) aggiungevano polpa di Aloe, pianta dotata di azioni antisettiche e funghicide molto utili nei paesi con climi desertici caldi», spiega Franceschi. «La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari, secondo i documenti storici analizzati: Hugues de Payens morì a 66 anni; l'ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni. Al tempo questa eccezionale dote era attribuita a uno speciale 'regalo' divino, ma in realtà dietro c'erano abitudini alimentari e igieniche codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle».
Oltre all'alimentazione, infatti, i Templari erano attenti anche all'igiene. C'era l'obbligo di lavarsi le mani prima di iniziare a mangiare, il refettorio doveva sempre essere in condizioni pulite, così come le tovaglie dove venivano posti i cibi da consumare.
«I Templari consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, in questo modo - evidenzia ancora la ricerca - beneficiavano dell'effetto positivo degli acidi grassi Omega 3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all'effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi. In conclusione crediamo che la dieta e le abitudini di vita potrebbero essere la spiegazione per la straordinaria longevità dei Templari: se questo è il caso, il motto 'imparare dal passato' non è mai stato così appropriato».
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16/03/2016 Andrea Piccoli

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