(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) regolare della profilassi, molte persone affette da emofilia A possono continuare a manifestare sanguinamenti intercorrenti che comportano una progressione del danno articolare a lungo termine. I dati presentati potrebbero rappresentare un ulteriore progresso nel ridurre il rischio di artropatia a lungo termine e nel migliorare la qualità di vita dei pazienti con emofilia A”.
Lo studio di fase III HAVEN 3, in adulti e adolescenti di età uguale o superiore a 12 anni senza inibitori del fattore VIII trattati con emicizumab in profilassi ogni settimana o ogni due settimane, ha evidenziato una riduzione dei sanguinamenti trattati rispettivamente del 96 % (p < 0,0001) e del 97 % (p < 0,0001) rispetto a quelli non sottoposti ad alcuna profilassi. Inoltre, il 55,6 % (IC al 95 %: 38,1; 72,1) dei pazienti trattati con emicizumab ogni settimana e il 60 % (IC al 95 %: 42,1; 76,1) dei pazienti trattati con emicizumab ogni due settimane hanno manifestato zero sanguinamenti trattati, contro lo 0 % (IC al 95 percento: 0,0; 18,5) dei pazienti non sottoposti ad alcuna profilassi.
In particolare, nell’ambito di un confronto intra-paziente, nei pazienti precedentemente arruolati in uno studio prospettico non interventistico (NIS), la profilassi con emicizumab una volta a settimana ha evidenziato un’efficacia superiore alla precedente profilassi con fattore VIII, considerata lo standard di terapia per i pazienti affetti da emofilia A senza inibitori del fattore VIII. Tale superiorità è stata dimostrata da una riduzione dei sanguinamenti trattati pari al 68% (p < 0,0001).
Inoltre, il 93,7 % (IC al 95 percento, 86,8-97,7) di tutti i partecipanti che hanno risposto a un’indagine sulla preferenza del trattamento (n = 95/134) ha preferito emicizumab alla precedente terapia per l’emofilia. Il 97,8 % (n = 45/46) dei pazienti, nel confronto intra-paziente, ha preferito emicizumab alla precedente profilassi con fattore VIII. Non sono stati osservati eventi avversi imprevisti o gravi correlati a emicizumab e gli eventi avversi più comuni sono risultati in linea con gli studi precedenti. Gli eventi avversi che si sono manifestati in almeno il 5 percento dei pazienti dello studio HAVEN 3 sono state reazioni in corrispondenza della sede di iniezione ed infezioni delle alte vie respiratorie.
“Come dimostrato dai nuovi dati provenienti dagli studi registrativi, emicizumab controlla i sanguinamenti nei pazienti con emofilia A, offrendo il vantaggio di una maggiore flessibilità tramite la sua modalità di somministrazione sottocutanea - afferma Anna Maria Porrini Country Medical Director di Roche -. Questi risultati positivi dei quattro studi di fase III rafforzano l’efficacia e la sicurezza di emicizumab e la possibilità di offrire un trattamento di significativo valore per tutte le persone con emofilia A”.
Nello studio di fase III HAVEN 4 a braccio singolo, adulti e adolescenti di età uguale o superiore a 12 anni con o senza inibitori del fattore VIII trattati con emicizumab in profilassi ogni quattro settimane hanno avuto un tasso di sanguinamento annualizzato mediano (ABR) per i sanguinamenti trattati pari a 0,0 (IQR: 0,0; 2,1). Il 56,1 % (IC al 95 %: 39,7; 71,5) dei pazienti ha manifestato zero sanguinamenti trattati, mentre il 90,2 % (IC al 95 %: 76,9; 97,3) ha sviluppato meno di tre sanguinamenti trattati.
Questi risultati dimostrano che la somministrazione di emicizumab ogni quattro settimane permette un controllo clinicamente significativo dei sanguinamenti nei pazienti con emofilia A con o senza inibitori del fattore VIII.
Non sono stati osservati eventi avversi imprevisti o gravi correlati a emicizumab e gli eventi avversi più comuni sono risultati in linea con gli studi precedenti. Le reazioni in corrispondenza della sede di iniezione sono state l’evento avverso più comune, manifestatosi in nove persone dello studio HAVEN 4.
Separatamente sono stati anche presentati i dati di “real-world” tratti dallo studio non interventistico (NIS), relativi all’impatto dell’emofilia A sulla qualità di vita correlata alla salute (HRQoL) e al carico del trattamento attuale. I risultati di una coorte del NIS relativi a bambini con emofilia A e inibitori del fattore VIII hanno evidenziato che la convivenza con la malattia e la sua gestione hanno un impatto sostanzialmente negativo sulla salute fisica ed emotiva, e si traducono in un impegno significativo per i caregiver. Altri dati tratti dal NIS rafforzano inoltre la profilassi come approccio terapeutico preferito per l’emofilia A. In un’altra coorte del NIS, adulti e adolescenti affetti da emofilia A senza inibitori del fattore VIII hanno segnalato un’HRQoL più elevata con il trattamento in profilassi a base di fattore VIII rispetto alla stessa terapia ma al bisogno, in base a strumenti validati tra cui i questionari Haem-A-QoL e Haemo-QoL-SF. La profilassi con fattore VIII ha inoltre comportato meno giorni di assenza da scuola o dal lavoro rispetto al trattamento episodico. Questo studio è uno dei più ampi di questo genere mai condotti su pazienti con emofilia A con o senza inibitori del fattore VIII, nonché il primo rapporto di dati prospettici di real world raccolti per essere usati come valido controllo per gli studi registrativi di fase III nei pazienti con emofilia A.
Ad aprile del 2018, la Food and Drug Administration (FDA) ha assegnato a emicizumab la designazione di terapia breakthrough per i pazienti con emofilia A senza inibitori del fattore VIII in base ai dati dello studio HAVEN 3. A novembre del 2017, emicizumab è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per la profilassi volta a prevenire o ridurre la frequenza degli episodi di sanguinamento in adulti e bambini affetti da emofilia A con inibitori del fattore VIII, sulla base dei risultati ricavati dallo studio HAVEN 1 e dei risultati ad interim dello studio HAVEN 2. Emicizumab è stato inoltre recentemente approvato dalle autorità regolatorie in altri paesi di tutto il mondo. Tra queste autorità figura la Commissione europea, che a febbraio del 2018 ha approvato il emicizumab per la profilassi di routine degli episodi emorragici in pazienti con emofilia A con inibitori del fattore VIII e può essere usato in tutte le fasce di età. I dati di entrambi gli studi HAVEN 3 e HAVEN 4 saranno presentati alle autorità sanitarie per l’approvazione dell’uso di emicizumab in tutti i pazienti con emofilia A.

Lo studio HAVEN 3 (NCT02847637)
HAVEN 3 è uno studio di fase III randomizzato, multicentrico e in aperto volto a valutare l’efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica della profilassi con emicizumab rispetto a nessuna profilassi (trattamento episodico/al bisogno con fattore VIII) in pazienti affetti da emofilia A senza inibitori del fattore VIII. Lo studio ha incluso 152 pazienti con emofilia A (di età uguale o superiore a 12 anni) che erano stati precedentemente sottoposti a terapia con fattore VIII al bisogno o in profilassi. I pazienti precedentemente trattati con fattore VIII in regime al bisogno sono stati randomizzati in rapporto 2:2:1 alla profilassi con emicizumab per via sottocutanea a 3 mg/kg/settimana per 4 settimane, seguiti da 1,5 mg/kg/settimana fino alla fine dello studio (Braccio A), alla profilassi con emicizumab per via sottocutanea a 3 mg/kg/settimana per 4 settimane, seguiti da 3 mg/kg/2 settimane fino alla fine dello studio (Braccio B), o a nessuna profilassi (Braccio C). I pazienti precedentemente trattati con fattore VIII in profilassi sono stati sottoposti a profilassi con emicizumab per via sottocutanea a 3 mg/kg/settimana per 4 settimane, seguiti da 1,5 mg/kg/settimana fino alla fine dello studio (Braccio D). Il protocollo consentiva di trattare i sanguinamenti insorti in corso di terapia con fattore VIII al bisogno.

Lo studio HAVEN 4 (NCT03020160)
HAVEN 4 è uno studio di fase III multicentrico, in aperto e a braccio singolo volto a valutare l’efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica (PK) della somministrazione sottocutanea di emicizumab ogni quattro settimane. Lo studio ha incluso 48 pazienti (di età uguale o superiore a 12 anni) affetti da emofilia A con o senza inibitori del fattore VIII, precedentemente trattati con fattore VIII o agenti bypassanti al bisogno o in profilassi. Lo studio è stato condotto in due parti: un “run-in” PK e una coorte di espansione. Tutti i pazienti nel run-in PK (n = 7) erano stati precedentemente trattati al bisogno e hanno ricevuto emicizumab per via sottocutanea a una dose di 6 mg/kg allo scopo di caratterizzare appieno il profilo farmacocinetico di 4 settimane dopo la singola dose, seguita da 6 mg/kg ogni quattro settimane per almeno 24 settimane. I pazienti nella coorte di espansione (n = 41) sono stati sottoposti a profilassi con emicizumab per via sottocutanea a 3 mg/kg/settimana per quattro settimane, seguiti da 6 mg/kg ogni quattro settimane per almeno 24 settimane. Il protocollo di studio consentiva di trattare i sanguinamenti insorti in corso di terapia con fattore VIII o agenti bypassanti in regime episodico, a seconda dello stato degli inibitori del fattore VIII del paziente.
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25/05/2018 Andrea Sperelli

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