(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) 1.529 sane, tutte di età compresa fra 4 e 63 anni.
Lo studio ha evidenziato nei soggetti del primo gruppo la presenza di un volume cerebrale ridotto nel nucleo caudato, nel putamen, nel nucleo accumbens, nell'amigdala e nell'ippocampo.
«Queste differenze sono esigue, nel range di pochi punti percentuali, per cui le dimensioni senza precedenti del nostro studio sono state fondamentali per aiutare a identificarle. Simili differenze di volume del cervello sono visibili anche in altri disturbi psichiatrici, in particolare nel disturbo depressivo maggiore», affermano gli autori.
L'amigdala è associata all'Adhd per il suo ruolo di gestione delle emozioni, mentre il nucleo accumbens per quello svolto nel processo di ricompensa. L'ippocampo ha un suo ruolo nella malattia per via del suo coinvolgimento in ambito emotivo e motivazionale.
Lo studio rivela anche che il volume cerebrale risultava inferiore sia nei pazienti che avevano assunto farmaci come il Ritalin, sia che non l'avessero fatto, il che elimina l'ipotesi di una causa farmacologica alla base della differenza.
«Speriamo che questo aiuterà a ridurre lo stigma che l'Adhd sia solo un'etichetta per i bambini difficili o causata da genitorialità incompetente», spiega Hoogman, che conclude: «Decisamente non ci troviamo di fronte a questa situazione, e speriamo che questo lavoro contribuisca a una migliore comprensione del disturbo».

Fonte: The Lancet Psychiatry
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08/03/2017 Andrea Piccoli

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