(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il cervello. La classificazione della patologia si basa sulle dimensioni.
Il caso che si è presentato all'attenzione dell'Otorinolaringoiatria pediatrica (diretta dal dottor Paolo Tavormina) della Città della Salute di Torino è di un bambino di 11 anni, affetto da un angiofibroma giovanile in uno stadio estremamente avanzato, che dal naso si estendeva all'interno del cervello (stadio IV), comportando una completa erosione dell'osso che separa il naso dalla base del cranio.
Il bambino, previa embolizzazione (procedure necessaria a ridurre il sanguinamento), effettuata dal Neuroradiologo professor Mauro Bergui, veniva operato, presso l'ospedale Molinette della Città della Salute, da un'equipe combinata Otorinolaringoiatria universitaria (diretta dal professor Roberto Albera) e di Neurochirurgia universitaria (diretta dal professor Alessandro Ducati).
Con l'ausilio di strumentazione all'avanguardia (endoscopia 3D HD e neuronavigazione TC-RMN guidata) l'équipe multidisciplinare formata dal professor Giancarlo Pecorari e dottoressa Claudia Bartoli (otorinolaringoiatri), dai neurochirurghi dottor Francesco Zenga e dottor Paolo Pacca e dall'anestesista dottor Sante Atlante ha con successo portato a termine l'intervento chirurgico.
Le dimensioni di questo AR sono considerate una difficile sfida chirurgica con il solo approccio endoscopico. Per la prima volta una patologia così complessa e articolata è stata affrontata esclusivamente per via endoscopica con un endoscopio in 3D. La tecnologia tridimensionale ha permesso, infatti, una più elevata accuratezza e precisione del gesto chirurgico.
L'intervento della durata di circa 7 ore è avvenuto esclusivamente per via transnasale con una perdita intraoperatoria di sangue contenuta. L'asportazione è stata completa non solo nella enorme porzione nasale, ma anche nella sua estensione intracranica per un diametro di circa di 7 centimetri dal naso fino al cervello. Non sono stati rilevati danni estetici, funzionali o neurologici. Il decorso post-operatorio è stato rapido portando alla dimissione del piccolo paziente dopo circa 20 giorni e consentendogli la completa ripresa di una vita di bambino.

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21/06/2017 Andrea Sperelli

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