(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) la crema ogni giorno, si assiste o alla stabilizzazione o alla regressione della lesione purché la malattia sia in fase iniziale”.
Alla terapia inoltre, l’equipe guidata dal Professor Alei ha inoltre affiancato, raggiungendo ottimi risultati, la ionoforesi che consente ai farmaci di penetrare negli strati più profondi della cute e della mucosa lesionata anziché restare in superficie, come nel caso dell’applicazione delle creme.
Al primo stadio della malattia, l’approccio chirurgico è conservativo: “Quando la patologia – aggiunge Alei - evolve in una lesione tumorale, in superficie del glande, si può intervenire chirurgicamente per l’asportazione sia con il laser sia con la radiofrequenza o con l’elettro-bisturi, preservando le strutture peniene. Quando – prosegue -, invece, c’è un’infiltrazione negli stadi profondi occorre procedere con un’amputazione parziale che consente comunque il mantenimento di una normale attività sessuale e minzione”.
Una delle evoluzioni del lichen è la fusione balano-prepuziale: “A livello del solco balanico - spiega -, i foglietti del glande e del prepuzio, colpiti dall’infiammazione cronica, si saldano e danno luogo ad erezioni dolorose o all’impossibilità ad avere rapporti”. In questo caso, l’intervento innovativo, la lisiscultura con ricostruzione, introdotto dallo stesso Professore dieci anni fa, consiste nella scultura del solco balanico e nella sua successiva ricostruzione.
“L’operazione – prosegue il Professor Alei - viene effettuata con forbice e bisturi a radio frequenza, in anestesia locale e in regime di day hospital, permettendo al paziente un ritorno rapido alla normalità”.
Le cause della malattia ad oggi sono sconosciute ma al vaglio esistono varie ipotesi fra cui la familiarità, l’origine autoimmune, infettiva e genetica. I sintomi sono: prurito, striature bianche e macchie. Ad uno stadio iniziale, sulla cute e sulle mucose compaiono delle placche che, se non curate in maniera corretta e tempestiva, possono evolvere in lesioni e, negli uomini, nell'impossibilità di scoprire completamente il glande (fimosi).
Le conseguenze sono impotenza, difficoltà nella minzione e nell’avere rapporti sessuali. Poco considerata è l’evoluzione della malattia in tumore squamocellulare. Secondo gli studi più recenti, l’incidenza del carcinoma nei pazienti affetti da lichen che non adottano nessuna cura è fra il 4,5 e l’8,4%. Quello che più preoccupa è che colpisce a tutte le età, anche nelle fasce più giovanili, e che per la diagnosi basterebbe l’esame obiettivo dello specialista e una successiva biopsia.

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25/05/2018 Andrea Sperelli

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