(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) detti ‘T regolatori’, particolarmente importanti nella protezione dalle malattie autoimmunitarie e infiammatorie. La ricerca è stata pubblicata sull’autorevole rivista scientifica internazionale Immunity.
“Abbiamo evidenziato”, spiega Matarese, “che mTOR controlla in modo rilevante la crescita di tali linfociti ‘protettivi’ mediante delle ‘oscillazioni’, ossia modificando nel tempo la propria attività. Questi cambi dinamici sarebbero cruciali per la crescita di tali linfociti, sia nell’organismo sia al di fuori di esso, come per esempio in colture cellulari di laboratorio”. L’osservazione di tale fenomeno apre possibili scenari eziologici e conseguenti ipotesi di intervento. “Il blocco di queste ‘oscillazioni’ potrebbe indurre un cattivo funzionamento di mTOR e di conseguenza una riduzione nel numero di tali linfociti, predisponendo alla patogenesi delle malattie autoimmunitarie”, prosegue il ricercatore Ieos-Cnr. “Infatti, in malattie come la sclerosi multipla o il diabete giovanile, questi linfociti sono spesso ridotti in numero e in funzione e il nostro studio potrebbe far comprendere il perché di tali condizioni”.
Inoltre, la ricerca aiuta a comprendere gli aspetti sociali della diffusione di tali patologie nelle società opulente ed avanzate. “L’eccesso calorico e nutrizionale può determinare l’attivazione costantemente alta di mTOR opponendosi alle sue ‘oscillazioni’, che come abbiamo detto rappresentano un aspetto importante nella crescita e nell’aumento numerico dei linfociti ‘protettivi’, prosegue Matarese, “questo spiegherebbe almeno in parte perché, dove esiste una presenza di sovrappeso e obesità, una cronica stimolazione di mTOR dovuta all’eccesso calorico e nutrizionale porti al malfunzionamento e alla riduzione dei linfociti ‘T regolatori’ e a una conseguente maggiore predisposizione alle malattie infiammatori croniche ed autoimmunitarie”.
La ricerca del gruppo dello Ieos-Cnr dura da oltre quattro anni e coinvolge anche altre strutture di ricerca nazionali come il Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare dell’Università di Napoli ‘Federico II’ e internazionali quali l’Università di Los Angeles e l’Università di Yale negli Stati Uniti.

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16/02/2011

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