(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) chirurgico o altre procedure invasive come il cateterismo cardiaco.
Nel 2011, la diagnosi precoce per CCHD con pulsossimetria è stata aggiunta all’elenco degli esami di screening raccomandati, mentre alcuni stati lo hanno reso obbligatorio.
«Va comunque ricordato che un soffio cardiaco nei primi giorni di vita,
presente nello 0,6-4,2 per cento dei neonati, non è sempre indicativo
di cardiopatia congenita», scrivono i ricercatori.
Nel corso dello studio, gli scienziati hanno messo a confronto le morti premature che si sono verificate fra le prime 24 ore e i 6 mesi di vita dovute a CCHD o ad altre cause cardiache in 8 Stati con obbligo di screening, 5 Stati con screening volontario e 9 Stati con obbligo di screening decretato ma ancora non attivo.
«L'evidenza che emerge da questo studio è ora sufficiente per dichiarare la diagnosi precoce neonatale per cardiopatia congenita critica un intervento di sanità pubblica di successo», scrive in un editoriale di commento Alex Kemper del Nationwide Children's Hospital di Columbus in Ohio.

Fonte: Jama

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08/01/2018 Andrea Sperelli

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