(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) avevano già dimostrato che in caso di depressione si verifica una riduzione del fisiologico processo legato alla neurogenesi, il meccanismo che garantisce il ricambio dei neuroni. Ciò si verifica soprattutto nella zona dell'ippocampo denominata “giro dentato”.
Spiega il prof. Fava: "La II fase sperimentale coinvolgerà in tutto 220 pazienti, avrà lo scopo di verificare in via definitiva l'efficacia del farmaco e darà i suoi risultati all'inizio del 2017. Se l'esito di questo trial di fase II sarà positivo si avvierà la terza e ultima fase sperimentale di tipo confermativo che darà risultati nel 2018. L'esatto meccanismo d'azione della molecola è al momento oggetto di studio ma il farmaco ha mostrato l'abilità di aumentare le sinapsi (connessioni tra neuroni) e il volume dell'ippocampo. Pensiamo che il farmaco agisca a livello del Dna. Questa ipotesi è coerente con il fatto che il farmaco ha un'azione antidepressiva che perdura nel tempo (otto settimane) dopo la sospensione della malattia", conclude Fava.
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09/12/2015 Andrea Piccoli

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