(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) scende in maniera esagerata, l’insulina intelligente blocca parzialmente il trasportatore, e quindi l'assorbimento dello zucchero dentro le cellule, lasciandolo quindi nel sangue e prevenendo l'ipoglicemia.
«La nostra nuova insulina lavora come una chiave intelligente», spiega l'autore principale del lavoro Zhen Gu, della Samueli School of Engineering dell'Università di Los Angeles. «Lascia entrare il glucosio nelle cellule, ma ne previene l'eccessivo assorbimento quando la glicemia ha raggiunto livelli normali».
L’efficacia dell’insulina è stata testata finora solo su modello murino, ma i ricercatori sperano presto di poterla sperimentare anche sull’uomo.
Evitare le crisi ipoglicemiche ed erogare insulina solo quando necessario è anche l'obiettivo di un nuovo dispositivo che sarà disponibile anche in Italia fra qualche giorno per tutti i malati di diabete.
Il microinfusore effettua un monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue ed è associato a una pompa che eroga insulina. I dispositivi attuali bloccano l'erogazione quando la glicemia è già troppo bassa, mentre il nuovo diffusore ha un algoritmo che gli fa prevedere una crisi in arrivo e lo fa agire di conseguenza evitando la pericolosa condizione di ipoglicemia.
"È un sistema molto promettente", ha spiegato Riccardo Schiaffini, diabetologo pediatra dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma. "Almeno il 50% dei pazienti con diabete di tipo 1 ha una ipoglicemia notturna, e ogni paziente ha almeno una ipoglicemia grave a settimana".
Il dispositivo sarà completamente rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale e potrà essere utilizzato da tutti i pazienti diabetici, in particolare da quelli affetti da diabete di tipo 1.
"Questo è un deciso passo avanti", ha confermato Emanuele Bosi, direttore del Diabetes Research Institute dell'ospedale San Raffaele di Milano. "Sono ormai dieci anni che si lavora al pancreas artificiale, e quello che una volta sembrava solo un sogno ormai è una realtà in vista. Nonostante gli enormi progressi degli ultimi decenni c'è ancora molto da fare, lo testimonia il fatto che il rischio di mortalità di un ragazzo diabetico è ancora doppio rispetto a quello di uno che non ha il diabete".
Ancora più innovativa la soluzione proposta da alcuni ricercatori americani. Un team del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston ha infatti messo a punto un nuovo tipo di insulina che rimane nel circolo sanguigno per ore prima di attivarsi nel momento in cui il livello di glucosio comincia a salire.
I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati della sperimentazione su Pnas, hanno ottenuto risultati incoraggianti su modello murino, con una permanenza della molecola nel sangue anche fino a 10 ore.
La versione “smart” dell'insulina è costituita da una lunga molecola idrofobica fatta da grassi che le consente di rimanere nel sangue per diverse ore legandosi all'albumina, una proteina presente nel plasma. Quando la glicemia supera il livello di guardia l'insulina viene attivata dal glucosio stesso attraverso la Pba, una molecola presente nella struttura chimica dell'ormone.
La scoperta si preannuncia davvero rivoluzionaria, in quanto potrebbe liberare i pazienti dal monitoraggio continuo dei valori glicemici e dai conseguenti rischi legati a sbalzi improvvisi.
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23/05/2019 Andrea Piccoli

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