(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) però, è possibile utilizzare le cellule endoteliali come marker di gravità di Covid-19: "Abbiamo notato - spiega Agostino Riva, infettivologo del Sacco, coordinatore dello studio - come la quantità delle CEC sia legata alla gravità della malattia. Misurarne la presenza grazie a un semplice test del sangue può dunque costituire un bio-marcatore per la scelta di cure in grado di ridurre complicanze fatali".
L’ipotesi degli studiosi è che Covid-19, nelle forme più gravi, sia una patologia endoteliale prima ancora che polmonare. "I danni alla microcircolazione - conclude Gaetano Santulli, dell'Albert Einstein College of Medicine di New York - possono indurre trombosi e coagulazione intravascolare. Oltre a fornire una solida spiegazione fisiopatologica delle manifestazioni sistemiche osservate nei pazienti Covid-19, gli effetti sull'endotelio possono guidarci nel disegno di nuove strategie terapeutiche".

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07/10/2020 Andrea Sperelli

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