(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) osso e muscolo. Il fatto importante, a prescindere dal valore scientifico della scoperta, sta però nell’autonoma “applicazione” di queste staminali all’interno dell’organismo dei topi trattati. Infatti le staminali sono andate a riprodursi nell’osso assumendo le caratteristiche del tessuto in cui sono migrate, così contribuendo direttamente alla riparazione del danno, in questo caso una frattura», spiega Cancedda.
Le staminali identificate sono state iniettate nella coda di animali sani in cui si era verificata una frattura. Dopo tre settimane le cellule si sono replicate all'interno delle ossa fratturate trasformandosi in cellule “adulte” nei tessuti in cui si è verificata la correzione della frattura.
«Le cellule scoperte a Genova sono molto piccole e hanno un profilo di espressione genica diverso da tutte le altre cellule staminali conosciute a oggi. Queste nuove cellule hanno proprietà simili ad alcune cellule presenti nell’embrione nelle prime fasi del suo sviluppo e sono capaci di migrare selettivamente in siti di lesione dei tessuti connettivi, differenziandosi nelle cellule del tessuto dove sono migrate», spiega Cancedda.
Ora il compito dei ricercatori è quello di scoprire se cellule di questo tipo siano presenti anche nell'uomo.
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17/11/2015 Andrea Piccoli

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