(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ci erano riusciti e che riguardavano beta-bloccanti e antialdosteronici».
La terapia si basa su un doppio meccanismo inedito: il valsartan induce vasodilatazione e calo pressorio, mentre il sacubitril, inibitore dell’enzima neprilisina, degrada alcuni ormoni fabbricati dal muscolo cardiaco per ridurre la pressione arteriosa e favorire l'eliminazione del sodio attraverso le urine.
Si inaugura così «un nuovo paradigma: se prima si agiva solo inibendo il sistema simpatico con i beta-bloccanti e il sistema renina-angiotensina con Ace-inibitori, sartani e antialdosteronici, adesso si va anche a potenziare il sistema neuro-ormonale dei peptidi natriuretici. Da un'inibizione neuro-ormonale si passa a una modulazione neuro-ormonale. Questo farmaco, ora indicato nel 30-40% dei pazienti con scompenso, nel giro di 2-3 anni andrà a sostituire completamente gli Ace-inibitori e i sartani».
Oltre a ridurre la mortalità, il nuovo trattamento aumenta anche la qualità di vita e l’aderenza alla terapia, dal momento che si tratta di una sola compressa da assumere.
«Inoltre il paziente si sente meglio perché diventa più attivo, più dinamico. I suoi parenti si accorgono che cambia, anche nell'umore e nella prontezza cognitiva, perché in questi malati c'è un decadimento causato dal fatto che il cuore non pompa abbastanza sangue al cervello. Proprio su questo fronte è in corso uno studio ad hoc».
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14/11/2017 Andrea Sperelli

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