(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Favipiravir è un antivirale sviluppato da Toyama Chemical e attivo contro alcuni tipi di virus a RNA. Il suo obiettivo è di bloccare i meccanismi utilizzati dai virus per replicarsi nell’organismo in modo tale da aiutare il sistema immunitario a eliminarlo in tempi più rapidi e con minori conseguenze per la salute.
L’Avigan non è affatto stato utilizzato a tappeto in Giappone, come suggeriva Aresu nel suo video, ma solo in casi di emergenza, quando altri antivirali si dimostrano inefficaci. Il farmaco è da poco stato autorizzato anche in Cina, mentre è in fase di autorizzazione negli Stati Uniti e in Europa.
Lo studio più corposo su Avigan e il coronavirus è stato realizzato da un team dell’Università di Shenzhen, in Cina, diretto da Qingxian Cai. Il farmaco è stato utilizzato su 80 pazienti per testarne l’efficacia in rapporto a quella di altri antivirali, nello specifico lopinavir e ritonavir. Lo studio sottolinea che l’impiego di favipiravir ha ridotto di 4 giorni circa il tempo di scomparsa del coronavirus dai pazienti, portandolo a 7 dagli 11 necessari di solito. Inoltre, i ricercatori hanno anche notato un miglioramento delle Tac ai polmoni nel 91 per cento dei casi, un’evidenza ben diversa dall’affermazione di Aresu sulla capacità di “bloccare la malattia”.
L’Aifa ha espresso in una nota un parere non proprio incoraggiante sui risultati dello studio: “Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia. Gli stessi autori riportano come limitazioni dello studio che la relazione tra titolo virale e prognosi clinica non è stata ben chiarita e che, non trattandosi di uno studio clinico controllato, ci potrebbero essere inevitabili distorsioni di selezione nel reclutamento dei pazienti”.
Insomma, niente di certo e comunque niente di eccezionale come farebbe supporre il video postato su Facebook.

Tuttavia, l'Aifa ha deciso di avviare una sperimentazione volta a verificare i reali effetti del farmaco, come spiega in questa nota il ministro della Salute Roberto Speranza: «Il direttore generale di Aifa, Nicola Magrini, mi ha comunicato che, dopo una prima analisi sui dati disponibili relativi ad Avigan, il Comitato sta sviluppando un programma di sperimentazione e ricerca per valutare l’impatto del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Nei prossimi giorni i protocolli saranno resi operativi, come già avvenuto per le altre sperimentazioni in corso».
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23/03/2020 Andrea Piccoli

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