(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) studiato e molto si conosce sui suoi meccanismi d’azione. Agisce rapidamente e altrettanto rapidamente viene eliminato dall’organismo”.
Il vantaggio fondamentale della sostanza è appunto la sua rapidità di smaltimento, ciò che in termine medico viene definito “emivita breve”. Oltre a questo vi sono anche altri aspetti positivi: “l'assenza di effetti collaterali per la mamma e per il bambino e la mancanza di accumulo della sostanza. Viene proposto a chi non può ricevere l’anestesia epidurale per problemi di coagulazione”, prosegue la dott.ssa Melani.
Scettico Guido Fanelli, un esperto di antidolorifici che fa parte di una commissione ministeriale sull'argomento: “Il remifentanil crea un’anestesia dissociativa. Il paziente resta sveglio e non avverte dolore. Non dobbiamo dimenticare però che è molto potente, molto più della morfina e non è estraneo a complicanze. Oltre al fatto che può superare la barriera tra madre e feto. Insomma, definirla alternativa dolce mi sembra eccessivo anche perché è un analgesico poco maneggevole. Mi chiedo inoltre se la sicurezza sia garantita anche nei casi in cui il parto si prolunga”. In ogni caso, il dibattito sull'oppioide in sala parto è condizionato dai dati relativi alla disponibilità dell'epidurale negli ospedali italiani, che è appena del 16 per cento su media nazionale.
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18/03/2010 Andrea Piccoli

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