(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) diagnostica della risonanza magnetica, ma il suo effetto sulla gestazione era rimasto finora ignoto.
I ricercatori canadesi hanno analizzato i dati relativi a quasi 1 milione e mezzo di parti avvenuti fra il 2003 e il 2015.
«Tra le gravidanze avvenute a un minimo di 21 settimane, una su 250 è stata esposta a una risonanza magnetica e tra queste una su 1.200 nel primo trimestre e una su 3.000 con gadolinio», spiegano gli autori.
I dati indicano che l'utilizzo del gadolinio aumenta il rischio delle patologie succitate, sebbene non determini un incremento del rischio di anomalie congenite.
«Questi risultati suggeriscono che in gravidanza la risonanza magnetica con gadolinio dovrebbe essere evitata», conclude Ray.

Fonte: Jama
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22/09/2016 Andrea Piccoli

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