(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ad esempio attraverso gocce di liquido biologico (gli starnuti) o attraverso contatti diretti. Non esistono cibi che attraggono i microbi".
"La cipolla - aggiungono però gli esperti - rimane comunque un alimento che presenta svariati benefici. Contiene infatti calcio, ferro e fosforo che risultano di grande aiuto contro la stanchezza fisica e mentale; vi sono poi zinco, sodio e potassio che aiutano a mantenere i tessuti elastici. Molti studi scientifici dimostrano che presenta un grande potenziale nel prevenire le malattie cardiovascolari e nel controllare la pressione arteriosa e il colesterolo. In conclusione, la notizia è falsa e la cipolla affettata e lasciata in giro per casa non ha proprietà miracolose e/o curative".
Secondo una revisione pubblicata sul Canadian Medical Association Journal da G. Michael Allan e Bruce Arroll, qualche possibilità di contrastare la malattia più diffusa al mondo esiste in ogni caso.
Riguardo l'aspetto preventivo, le scelte migliori da fare sono un lavaggio frequente delle mani e l'assunzione di zinco, mentre per il trattamento meglio affidarsi a paracetamolo, ibuprofene e varie combinazioni di farmaci antistaminici e decongestionanti.
“Anche se si risolve da solo il raffreddore è comunque molto diffuso e debilitante e può compromettere le attività lavorative e la vita personale”, spiegano i due ricercatori. Secondo le stime, soltanto il 5 per cento dei raffreddori è causato da un'infezione batterica, quindi il ricorso agli antibiotici è del tutto fuori luogo.
A livello preventivo, efficace è risultata l'assunzione di 10-15 mg di zinco solfato. In due studi controllati, infatti, lo zinco ha ridotto il numero di raffreddori e di giorni di assenza da scuola.
Una revisione firmata da esperti della Cochrane Library sostiene l'efficacia dello zinco anche una volta insorta la condizione.
In totale, il meta-studio ha preso in esame più di 1300 persone, stabilendo che lo zinco, sotto varie forme, produce effetti positivi sull’intensità e la durata del raffreddore sempre che sia assunto subito dopo la comparsa dei primi sintomi.
Dopo una settimana, il tasso di guarigione di chi aveva assunto zinco era quasi al 100 per cento, mentre si abbassava fra chi non aveva ingerito gli integratori. Inoltre, i bambini che a cui era stato somministrato zinco per più di cinque mesi risultavano immuni dal raffreddore rispetto ai coetanei.
L’ipotesi che lo zinco potesse essere efficace contro il raffreddore era già stata avanzata da uno studio del 1984. Già nel 1999, poi, la Cochrane Library aveva realizzato una prima revisione. Secondo i ricercatori, la ricerca “rafforza gli elementi di prova a favore dello zinco come trattamento per il raffreddore comune. Tuttavia al momento è ancora difficile stabilire una raccomandazione per tutti perché non sappiamo molto circa la dose ottimale, la formulazione o la durata del trattamento".
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26/11/2018 Arturo Bandini

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