(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) perimplantite si manifesta in maniera meno grave, con una perdita di osso contenuta entro mezzo millimetro.
Spiega Tomasi: "L'impianto va bene solo se adotti un'igiene specifica (per esempio con scovolini per almeno 5-10 minuti al dì) soprattutto tra un dente e l'altro, la zona più attaccabile dai batteri; con un impianto come con i denti non si deve sottovalutare la gengivite, cioè la presenza di sanguinamento quando ci si spazzola".
Inoltre, la perimplantite non dà sintomi e quando ci si accorge del problema è ormai tardi. L’unica soluzione è un controllo periodico dell’impianto e, soprattutto, prima di procedere a un impianto è necessario trattare e curare la parodontite.
"L'impianto resta un ottimo sostituto al dente che manca - sottolinea Tomasi - non va quindi demonizzato in sé, ma con l'accortezza di inserirlo solo dopo aver risolto la parodontite; e, soprattutto, l'impianto non deve essere mai il sostituto di un dente che si può salvare: cionondimeno negli ultimi anni si sta assistendo a un aumento di estrazioni di denti che potrebbero essere salvati, purtroppo a volte anche per ragioni economiche, perché spesso costa meno togliere e mettere impianti che non effettuare tutte le procedure corrette per curare e salvare un dente".

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12/02/2018 Andrea Sperelli

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