(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) italiani con problemi di calvizie sono 11 milioni, ha ricordato Bianca Maria Piraccini, ricercatrice del Dipartimento di Dermatologia dell'ateneo bolognese, con una netta prevalenza di maschi (4 su 5). Ma il problema riguarda in varia misura anche le donne (in Italia la prevalenza della calvizie rosa è del 30-40%, contro quella maschile dell'80%, che si manifesta a 20-25 anni e cresce proporzionalmente con l'età).
Soprattutto negli ultimi anni gruppi internazionali hanno segnalato casi di alopecia androgenetica anche in bambini e bambine al di sotto dei 10 anni. Ma il ruolo degli ormoni? Escluse pubertà precoce e particolari patologie endocrinologiche, non rimangono che pure ipotesi. La prima, ha detto Tosti, ''è un'esagerata sensibilità dei follicoli all'adrenarca, cioé alla produzione ormonale da parte delle ghiandole surrenali''.
Ma siccome a volte i livelli ormonali nel sangue di questi bambini non erano neppure dosabili, la seconda ipotesi di Tosti è che i ''baby-calvi'' abbiano assunto involontariamente degli ormoni attraverso la dieta. In attesa di saperne di più l'unica speranza per i bambini affetti da calvizie precoce è la prevenzione. In altre parole, una diagnosi tempestiva e un trattamento appropriato. ''Ma a questa età i farmaci sono controindicati - ha riferito Piraccini - soprattutto gli inibitori ormonali, che, una volta iniziata la pubertà, rischierebbero di interferire con una regolare produzione di ormoni endogeni (secreti dall'organismo, ndr)''. Bisogna quindi scegliere ''validi trattamenti cosmetici - consiglia l'esperta, presentando una nuova cura sviluppata dai laboratori Vichy-Dercos - Esistono molti cosmetici anti-calvizie, ma sono pochi quelli che hanno alle spalle una serie di studi scientifici di efficacia e sicurezza''.
Gli specialisti, insomma, rilanciano il problema dei finti esperti, che si spacciano per tricologi senza averne le competenze mediche, e dei sedicenti istituti e centri che offrono le soluzioni più strane e fantasiose, accomunate dall'inefficacia. E ai loro slogan, che li fanno sembrare vere ''sirene ammaliatrici, che illudono ma ingannano'', la Società italiana di dermatologia e venereologia (Sidev) risponde con il motto ''la calvizie è un problema serio. Parliamone seriamente''. La campagna di sensibilizzazione, promossa dal Gruppo italiano di tricologia (Gitri) e sostenuta da Vichy, partirà a settembre per proseguire fino a novembre, con annunci su quotidiani e periodici, un numero verde e un sito Internet. L'invito è di rivolgersi al dermatologo, che è anche l'unico, concludono i medici, in grado di effettuare una diagnosi sicura di calvizie, con strumenti e scale di valutazione 'ad hoc'.


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