(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di allungare il periodo di intervallo fra una somministrazione e un'altra.
Uno degli aspetti preoccupanti è dato dal numero sempre crescente di giovani alle prese con problemi psichiatrici anche complessi. Carlo Altamura, direttore della clinica psichiatrica dell'Università di Milano e presidente della Società italiana di Neuropsicofarmacologia, commenta: «È preferibile trattare la malattia prima possibile, evitando la degenerazione e il peggioramento. Uno studio retrospettivo con 21.492 pazienti affetti da schizofrenia ha mostrato come la terapia di lungo periodo con i farmaci antipsicotici (non con benzodiazepine) sia associata a un minor tasso di mortalità generale e suicidio, rispetto a nessun trattamento».
Silvana Galderisi, ordinario di Psichiatria all’Ateneo Vanvitelli e presidente della European Psychiatric Association (Epa), commenta: «La stabilità delle condizioni cliniche è indispensabile, e disporre di trattamenti farmacologici che migliorano l’aderenza alla cura rappresenta un importante tassello per il recupero. I farmaci long-acting sono certamente un presidio importante in tal senso e uno schema di terapia che prevede quattro somministrazioni in un anno può essere gradito a molti e semplificare la cura».
Il paliperidone palmitato, approvato nel maggio scorso dall'Ema per il trattamento della schizofrenia nei pazienti adulti in condizioni cliniche stabili, sarà a breve disponibile anche in Italia.

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06/04/2017 Andrea Sperelli

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