(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) bronchite cronica ostruttiva, fibrosi cistica, artrite reumatoide, malattia di Alzheimer, gravi infezioni e tante altre malattie croniche. La prevalenza della cachessia è alta, arrivando al 5–15% delle persone colpite da patologie cardiache e respiratorie e al 60-80% nei casi di tumore avanzato. Nei paesi industrializzati, Stati Uniti, Europa e Giappone, la prevalenza complessiva della cachessia causata da tutte le malattie, è in crescita ed oggi è stimata essere intorno all’1%, riguardando 9 milioni di persone.
Giunta alla sua sesta edizione, la Conferenza sulla cachessia, che causa uno stato di profondo deperimento generale, caratterizzato da debolezza, senso di prostrazione, rallentamento delle capacità psichiche, perdita di appetito e riduzione delle masse adipose e muscolari - è organizzata da SCWD, Sarcopenia Cachexia and Wasting Disorders Society. “La società si è costituita alcuni anni fa allo scopo di promuovere lo studio e la conoscenza sulle conseguenze negative delle malattie croniche e degenerative, sulla composizione corporea e in particolare sulla massa magra dell’organismo”, afferma Stefan Anker, Presidente SCWD e uno dei massimi esperti di cachessia. Il corpo di una persona trasforma i carboidrati in energia necessaria alla sopravvivenza. Quando il corpo non riceve abbastanza cibo, quindi energia, o non è in grado di metabolizzarlo, è costretto a bruciare le riserve di grasso per ottenerla. Quando anche le riserve di grasso sono esaurite, il corpo inizia a consumare la massa muscolare.
Diverse sono le cause di malnutrizione, spesso correlate a patologie quali neoplasie, infezione da HIV, anoressia, diabete, ma la malnutrizione si riscontra spesso anche nelle persone anziane. Purtroppo la cachessia precede quasi sempre la morte e finora non è affrontabile con cure risolutive. È stato infatti verificato che è la perdita di peso che può aumentare la possibilità di morte, molto più della neoplasia stessa. “Pertanto, anche nel caso della cachessia, sono indispensabili strategie di prevenzione – spiega Maurizio Muscaritoli del Dipartimento di Medicina Clinica dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma. Scopo della conferenza è quello di fare il punto non solo sui meccanismi genetici e molecolari alla base della perdita di peso, di massa muscolare e di funzione fisica caratteristica di molte malattie croniche, ma anche sui nuovi possibili rimedi farmacologici e nutrizionali attualmente disponibili ed in via di sperimentazione pre-clinica e clinica. L’obiettivo principale – continua Muscaritoli – è quello di trovare rapidamente rimedi efficaci per prevenire e correggere la perdita di muscolo che caratterizza non solo gli stati patologici, il cancro in particolare, ma anche l’invecchiamento. Dopo i 50 anni, infatti, la massa muscolare diminuisce dell’1-2% all’anno e la forza muscolare dell’1,5% tra i 50 e i 60 anni e, successivamente del 3% all’anno. A questo va aggiunto che la maggior parte degli anziani sono affetti da almeno 2 o 3 comorbilità (patologie croniche come il diabete, l’insufficienza cardiaca, l’insufficienza renale, l’insufficienza respiratoria) che di per sé sono causa di riduzione di massa e funzione muscolare. Da cui perdita di forza, di autonomia e di salute, per un crescente numero di persone, nel nostro come negli altri paesi occidentali”.

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05/12/2011

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