(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) un microbiota anomalo, non esiste una risposta certa sull’origine di questa condizione. Alla colonscopia nulla appare anatomicamente e fisiopatologicamente anomalo: non a caso questa patologia viene definita “funzionale”, ovvero legata a un funzionamento anomalo dell’intestino ma non a patologie organiche.
Negli ultimi tempi, tuttavia, possibili moventi eziologici microrganici combinati tra loro appaiono associati nel determinare il quadro. In particolare sono tre i componenti su cui si concentra l’attenzione. In primo luogo i contenuti intestinali caratterizzati oltre che dal cibo che mangiamo, anche e soprattutto dal microbioma intestinale, poi la barriera mucosa intestinale che è la più grande superficie del corpo umano. Il terzo elemento da considerare è il sistema immunitario della sottomucosa, il principale organo immunitario del corpo umano e che, inappropriatamente stimolato per predisposizione genetica e/o alterazioni dei contenuti intestinali e/o inadeguata permeabilità di mucosa si attiva abnormemente e determina alterazioni delle funzioni digestive e percezione dei sintomi.
La diagnosi non di rado arriva tardi perché inizialmente i sintomi sono sottovalutati dagli stessi pazienti, che spesso ricorrono a un inefficace e dannoso “fai da te”. Il controllo del gastroenterologo nella patologia è fondamentale, visto che occorre spiegare al paziente non solo come controllare i sintomi ma anche la ciclicità della condizione, che prevede un’alternanza di fasi di quiescienza della patologia con momenti di acuzie. L’obiettivo del trattamento deve essere quindi prolungare al massimo le fasi di benessere e insegnare al malato a sopportare i momenti di riaccensione del quadro.
Le modificazioni dell’alvo (consistenza e frequenza delle defecazioni) possono essere presenti sotto forma di costipazione (Ibs-C), diarrea (Ibs-D) o misto con periodi di stipsi alternati appunto a scariche diarroiche (Ibs-M). Se l’Ibs-C si può manifestare come totale assenza di stimolo evacuatorio, oppure con la costante necessità di evacuare associata a difficoltà espulsive, l’Ibs-D è caratterizzata da emissione di feci di consistenza ridotta (liquide o poltacee), spesso mal digerite e con urgenza. In entrambi i casi le evacuazioni possono presentare anche tracce più o meno abbondanti di muco, indice di una forte infiammazione della mucosa intestinale.
Oltre che da questi sintomi, l’Ibs può essere caratterizzata anche da gonfiore, tensione, fastidio addominale e borborigmi e si può associare ad altre condizioni digestive (patologia da reflusso gastro-esofageo ecc.) ed extradigestive (infezioni genito-urinarie, tachicardia, difficoltà di respiro, cefalea, sindrome della stanchezza cronica ecc.).

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29/05/2017 Andrea Sperelli

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