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“Oggi la flebologia mira a offrire una risposta più completa ai bisogni delle pazienti, che tenga conto anche dell’aspetto estetico delle gambe – afferma Luca Scaramuzzino, specializzando in Chirurgia Generale perfezionato in Flebologia, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) a Roma – non ci si limita più ad effettuare esami come l’ecodoppler o a trattare le vene varicose, si affrontano problemi cutanei, di invecchiamento, lassità dei tessuti e adiposità localizzata. Ovviamente ai ‘nuovi’ flebologi si richiedono delle conoscenze in più rispetto al passato, ad esempio la capacità di usare in modo appropriato strumenti come laser, carbossiterapia e mesoterapia. Adesso che l’arsenale a nostra disposizione è così ricco, dobbiamo essere coscienti che non esiste un protocollo standard per tutti i pazienti. Questo impone una scelta che si adatti al singolo individuo nel migliore dei modi, combinando differenti approcci terapeutici”.
Una valutazione in 3D della gamba che porta dunque a un approccio globale, che prevede l’uso di strumenti come radiofrequenza, laser, carbossiterapia e mesoterapia a diversi livelli: a livello cutaneo per migliorare la texture della pelle e ridurre un eventuale fotodanneggiamento; a livello tissutale sottocutaneo per ridurre la lassità e le adiposità localizzate; a livello venoso per contrastare problemi derivanti da vasodilatazione: “Con l’innalzarsi delle temperature, il sistema venoso degli arti inferiori può andare incontro a problemi, quali vasodilatazioni importanti, telangiectasie, vene reticolari, fino ad arrivare alle vene varicose", spiega il flebologo. "Abbiamo potuto constatare come in questi casi, associare la mesoterapia con polinucleotidi alla biostimolazione con laser 808 ha permesso di raggiungere risultati eccezionali dal punto di vista funzionale ed estetico. Occorre però essere molto chiari con il paziente, affinché non si creino false aspettative – conclude Scaramuzzino – questo approccio combinato porta ad avere gambe dall’aspetto più giovane, ma purtroppo la medicina non fa miracoli!”.
Quando si parla di bellezza delle gambe il nemico numero è la cellulite. Anche per questo inestetismo, un approccio specialistico è fondamentale per ottenere i risultati sperati, ma non bisogna creare delle aspettative lontane dalla realtà. “Soprattutto, quando parliamo di ‘cellulite’ è fondamentale diagnosticarla con un‘ecografia del tessuto adiposo e un doppler venoso degli arti inferiori durante il check-up medico-estetico – sottolinea il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – È importante riconoscere il grasso alterato presente nella cellulite dal grasso sano in eccesso. I trattamenti sono completamente diversi e la prevenzione per la cellulite è fondamentale: purtroppo dalla cellulite non si guarisce ed è importante riconoscerla per evitare che evolva nel tempo”.
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21/06/2019 Andrea Sperelli

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