(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di una può migliorare o aggravare l'altra”.
I ricercatori si sono quindi posti il problema di verificare se i pazienti affetti da degenerazione maculare mostrassero una possibilità maggiore di sviluppare il morbo di Alzheimer rispetto alla media della popolazione normale.
“L'obiettivo secondario era l’inverso: appurare se nell’Alzheimer ci fosse un rischio maggiore di ricovero per Amd”, precisa il ricercatore. È stato preso come riferimento un gruppo di oltre 65mila pazienti con Amd scartabellando le informazioni derivanti dall'archivio del Sistema sanitario nazionale inglese. Hanno completato la base per lo studio un gruppo di oltre 168mila persone affette da morbo di Alzheimer o demenza vascolare e un terzo imponente gruppo di controllo, costituito da oltre 7 milioni di persone sane o comunque non affette da nessuna delle due malattie.
Grazie a questi dati, il team di Keenan è riuscito a misurare il rischio di Alzheimer in seguito a degenerazione maculare e il rischio inverso. “Il rischio di Alzheimer dopo Amd non aumenta, ma i nostri dati suggeriscono che i pazienti con Ad potrebbero avere meno probabilità di essere visitati e curati per la degenerazione maculare rispetto ai non dementi. Servono dunque ulteriori studi per verificare il dato e fornire le possibili soluzioni”, conclude l’oculista.
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22/11/2013 Arturo Bandini

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