(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il danno neurologico», ha detto Timothy Miller, docente di neurologia e autore senior dello studio. «Questo composto è il primo ad aver dimostrato di invertire i danni legati al cervello e ad avere anche il potenziale per essere usato nei pazienti».
I ricercatori hanno somministrato una dose di oligonucleotide anti-tau o un placebo a topi di 9 mesi ogni giorno per un mese, misurando gli accumuli di proteina nel cervello quando i topi avevano 12 mesi. I risultati indicano importanti riduzioni dei livelli della proteina. Gli animali trattati hanno vissuto più a lungo degli altri, mostrando miglioramenti nelle capacità cognitive e mnemoniche.
«Si tratta di un promettente nuovo approccio, ma dobbiamo condurre ulteriori test», ha spiegato Miller.
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26/01/2017 Andrea Sperelli

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