(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) nuovo approccio, i pazienti beneficiano subito dell’effetto positivo dei linfociti T gamma/delta+ e delle Natural Killer del donatore senza rischiare complicanze.
L’approccio è stato sperimentato su 80 pazienti affetti da leucemie acute resistenti ai trattamenti convenzionali o che avevano già subito ricadute dopo la chemioterapia.
«I risultati dello studio hanno mostrato un rischio di mortalità da trapianto intorno al 5% e un rischio di ricaduta di malattia del 24%, con una probabilità di cura definitiva per questi bambini superiore al 70%, un valore sovrapponibile a quello ottenuto nello stesso periodo in pazienti con leucemia sottoposti nel medesimo ospedale a trapianto da un donatore completamente compatibile, che facesse o meno parte della famiglia», spiegano in un comunicato stampa i medici del Bambino Gesù.
La tecnica rappresenta una soluzione possibile per circa il 40 per cento di pazienti che non riesce a trovare un donatore idoneo o che non ne può aspettare l’arrivo.

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07/09/2017 Andrea Piccoli

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