(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di abitudini di vita del soggetto.
Dopo la condizione legata alla privazione di sonno, la causa più frequente di ipersonnia è la sindrome delle apnee morfeiche ostruttive (Obstructive Sleep Apnea Sindrome, OSAS).
Il russamento, rumore prevalentemente inspiratorio legato ad una subostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, rappresenta spesso il sintomo iniziale dell’OSAS.
In assenza di interventi terapeutici come ad esempio il calo ponderale, il russamento diventa sempre più frequente e di maggior intensità nel corso della notte e quindi compaiono le apnee. I dati epidemiologici indicano una prevalenza dell’OSAS nell’adulto attorno al 4 % negli uomini ed al 2 % nelle donne. Dopo la menopausa le donne tendono ad assumere lo stesso rischio degli uomini.
Ormai numerosi studi hanno evidenziato che l’OSAS é associata ad un aumentato tasso di mortalità sia per complicanze cardiocircolatorie che a causa di incidenti stradali ed infortuni sul lavoro.
Sul piano clinico l’OSAS è caratterizzata sintomi notturni e sintomi diurni. Tra i sintomi notturni, oltre al russamento, occorre ricordare movimenti anomali o agitazione notturna (alla ripresa della respirazione, dopo l’apnea, il paziente spesso scalcia, si sbraccia, a volte cade dal letto) nicturia (dovuta all’aumento della secrezione dell’ormone natriuretico), risvegli con sensazione di soffocamento, e reflusso gastro-esofageo (legato alla forzatura del cardias a causa della pressione negativa endoesofagea).
Tra i sintomi diurni, occorre ricordare la sonnolenza (inizialmente compare solo nel periodo post-prandiale ed in condizioni di rilassamento o monotonia; poi il paziente si addormenta anche in situazioni non idonee come alla guida o durante una riunione di lavoro), xerostomia e cefalea mattutine, deficit delle funzioni psichiche superiori e disturbi sessuali (in un terzo dei pazienti OSAS si osserva una riduzione della libido e/o un deficit erettile).
Per quanto riguarda il trattamento dell’OSAS, oltre al calo ponderale occorre ricordare l’apparecchio a pressione positiva d’aria per via nasale (Continuous Positive Air Pressare, CPAP), e diversi trattamenti chirurgici rivolti a ridurre l’ostruzione delle prime vie aeree.
Il trattamento non può comunque prescindere sia da una valutazione polisonnografica notturna per definire la gravità della sindrome, sia da indagini radiologiche per localizzare il sito di ostruzione e definirne l’entità.

a cura del dott. Cesare Arezzo Specialista in Fisiopatologia Respiratoria Centro per la diagnosi e terapia dei Disturbi Respiratori SonnoCorrelati Fisiopatologia Respiratoria Ospedale San Paolo Bari 3409185522


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07/02/2011

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